The Box, Richard Kelly 2009

The Box
di Richard Kelly, 2009

Quando uscì il disastroso Southland Tales, eravamo tutti molto ben disposti nei confronti di Richard Kelly e alla fine, tutto sommato, gliela facemmo passare liscia. Va bene, il film faceva schifo al cazzo, ma era uno schifo sostanzialmente comprensibile: un regista a cui tutti hanno dato del genio per mesi per aver fatto un gran bel film ha finito per crederci davvero, ha fatto un film mostruosamente ambizioso, e ha sbracato. In fondo è una favola che abbiamo sentito mille volte, quella della maledetta opera seconda.

Ma un film come The Box non lo perdoniamo così facilmente: qui Kelly ha superato di parecchio il confine del buon senso, e in nome di un rispettabilissimo disinteresse nei nostri confronti, tutto preso dalle sue fissazioni e dall’evidente intenzione di giocare a fare il David Lynch della situazione, ha confezionato una baracconata plasticosa, noiosissima e ridicola – e prodotta, ancora una volta, con l’ambizione palese di crescere nel tempo come cult movie. Ho un’idea invece: che ne dici di dirigere un cazzo di film come si deve e basta, la prossima volta? 

Ma come diavolo fai a rovinare in questo modo un racconto breve di Richard Matheson, che dovrebbe quantomeno bastare a se stesso per portare a casa un’operina decente? Semplicissimo: abbandoni l’autore a metà strada e fai tutto il resto di testa tua. Pe la primissima parte infatti, Kelly mostra almeno di avere qualche idea chiara (anche se orrida, come questa oscena patina sfumata con cui è fotografato il film) e di saper costruire un buon contesto scenografico traendo ispirazione a destra e a manca e rallentando tutto, forse per soddisfare un’idea un po’ distorta del cinefilo-target. Poi, dopo un tot, il film va completamente a puttane.

Così una pregevole novella costruita su un semplice paradosso temporale circolare diventa, da un certo punto in poi, un delirio incontrollato dominato dal ridicolo involontario, con una Cameron Diaz sperduta, imbambolata e costretta pure a zoppicare – il tutto, ovviamente, senza un briciolo di ironia: The Box farebbe anche sorridere di per sé, ma è proprio questa sua completa assenza di senso dell’umorismo, questo suo prendersi sul serio come ennesimo pilastro del pensiero visionario di Richard Kelly, a decretarne il definitivo e tombale fallimento.


7 Thoughts on “The Box, Richard Kelly 2009

  1. utente anonimo on 22 febbraio 2010 at 18:51 said:

    Davvero un peccato che il regista del film che ha ridefinito il concetto cinematografico di viaggio nel tempo (prima della stagione 5 di Lost ovviamente) faccia così il coglione.
    Se poi mi vieni a dire che è addirittura peggio di Southland Tales…! Brr…

  2. Sì, anonimo # 1, Kekkoz ha ragione. Vale la pena di vederlo solo se avete un vaffanculo sulle labbra e cercate qualcosa a cui indirizzarlo.

    (Oppure se lo usate come spunto per un gioco relativo al bere: un bicchiere ogni volta che Cameron Diaz sussurra, due bicchieri a ogni riferimento alla sua zoppìa, tre bicchieri a ogni Frank-Langella-senza-la-faccia, e in men che non si dica vi ritroverete tutti quanti a cantare NO DEAL! I CHOOSE THE BOX!)

    DP5

  3. bene, mi piacerà alla grande

  4. accidenti, e io che speravo che fosse bello … un peccato, perche l’idea di fondo era interessante, anche se di li’ a riempire un’ora e mezza di film ce ne vuole ….

  5. utente anonimo on 7 luglio 2010 at 13:43 said:

    mi dispiace che tu la pensa così…per me anche  Southland Tales è stato bello…perchè incepposo e pieno di punti interrogativi,l'ho visto un sacco di volte ed ogni volta comprendo qualcosa in più.Per me Kelly ed il suo genio folle sono questo…se a te nn piace lui lo stai capendo solo ora!Ti ha sorpreso la straordinarietà di Donnie Darko…ma non dirmi che li ci hai capito qualche cosa!?!
    Fondamentalmente il suo genere è questo è c'è chi come me lo ama è attirato da questo prodotto che può essere per alcuni scadente per altri addirittura preconfezionato.The Box ancora devo vederlo…mi auguro che non sia così pessimo come la tua critica ricorda.buona giornata!

  6. utente anonimo on 25 luglio 2010 at 13:36 said:

    io credo che come tutti i giovani cinefili, tu non ne capisca un cazzo, è fisiologico, rimani qui nella tua fortezza da dilettante da 600? 1000? 2000? hits al giorno al sicuro da qualsiasi evoluzione possibile. Non un professionista, non uno studioso, non un teorico, non un lurido cronachista, ma un blogger che si sfoga. Rimani in questo limbo sicuro, in questa falsa democrazia della blogosfera che ti permette di dire quello che cazzo ti pare senz ala necessità di assumere una forma più analitica, magari meno appariscente, ma più onesta. Parole come "plasticoso" diventano automaticamente un autogol, sono già di plastica prima di poter riuscire ad utilizzarle senza scendere nel ridicolo. Plasticoso, come stiloso, merda da blogger. Ok vomita, ne hai tutto il diritto, non ci sono ancora strumenti per impedire che si produca troppa musica, troppi film, dovremmo davero convincere la gente a smettere, non è necessario, non ci serve, è un surplus produttivo,  ma chissà cosa potrebbe dire richard kelly di te: la prima recensione l'abbiamo perdonata al giovane cinefilo, purtroppo continua ad ammorbarci da troppo tempo, non sarebbe il caso di spegnerlo?

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