Youth in revolt, Miguel Arteta 2009

Youth in revolt
di Miguel Arteta, 2009

Per farla breve, c’è un sacco di gente che ha dei problemi con Michael Cera. Ma se senz’altro è un attore che si è trovato giocoforza incasellato in un carattere ben definito, riguardando al passato si ha poco da rimproverargli: Arrested development, Superbad, Juno, è tutta roba assai ben vista da queste parti – mentre, come già detto più volte, Nick and Norah è un film gradevole su cui è fin troppo facile sparare, e il terribile Anno Uno difficilmente può essere considerato "colpa sua".

Youth in revolt è probabilmente il primo film costruito quasi completamente intorno all’attore canadese, e la scelta non è affatto causale: pur essendo tratto da un personaggio preesistente, creato da C.D. Payne, il piacevolissimo film di Miguel Arteta sembra proprio contenere al suo interno una specie di rilettura critica del personaggio. All’adolescente timido e complessato, un po’ nerd e parecchio imbranato (ama il cinema asiatico ma scambia Mizoguchi con Ozu) che si innamora di una ragazza "normale" eppure irresistibile (qui Portia Doubleday, di cui potremmo sentir parlare in futuro) viene così abbinato un lato oscuro, personificazione del celebre "diavoletto sulla spalla", che finisce per ribaltare le sue certezze.

Intorno all’attore-Cera e al personaggio-Cera, e a tutto quello che rappresentano, Arteta costruisce un piccolo film, divertente e intelligente, che alterna un riconoscibile candore a cattiverie che bruciano sulla pelle dei personaggi più che su quella del pubblico – quindi pressoché innocuo, ma che a tratti riporta alla mente certe soluzioni di Terry Zwigoff, anche per la sua sfrontatezza (gli inserti animati) e con una convincente e originale ambientazione decadente, ai margini della provincia americana. Il tutto per raccontare, ancora una volta, non senza una gradita delicatezza, le sciocchezze che si fanno per amore quando si è adolescenti, quando si è convinti che sarà per sempre, che la lezione è servita, che non ripeteremo mai più gli stessi errori. Sbagliandoci di grosso, per fortuna.

Al momento non è prevista una data d’uscita italiana

7 Thoughts on “Youth in revolt, Miguel Arteta 2009

  1. utente anonimo on 1 giugno 2010 at 19:44 said:

    Anche a me piace parecchio Cena (ed è uno dei pochi attori nei quali trovo la voce del doppiatore italiano azzeccatissima) questo però ancora mi manca, pare promettente.
    Paper Heart, dove fa la parte di se stesso, l'hai visto? Nonostante il basso rating al pomodorometro e su IMDb l'ho trovato piacevole e con parecchi spunti interessanti.

    Lenny Nero

  2. Paper Heart è in coda da un millennio, lo temo moltissimo.

  3. utente anonimo on 2 giugno 2010 at 14:18 said:

    adorabile! e quanta cazzo di gente c'è nel cast? (tutti molto attenti, tra l'altro, a non fare la "guest star", soprattuto zach galifianakis che non ruba mai la scena e muore offscreen al minuto sette XD)
    ma Miguel Arteta da dove salta fuori? (sì, sono capace di andare su imdb, intendo, è questa la prima cosa rilevante che fa?)

    e comunque sì, team Cera anche per quel che mi riguarda.

    kaw

  4. Sì, Steve Buscemi e Justin Long poi sono stupendi.

    Qualche anno fa Arteta ha fatto un film indie chiamato Chuck & Buck che purtroppo non ho visto ma pare abbia una  buona fama. Invece il suo esordio Star Maps l'ho visto, ma tipo mille anni fa, mi ricordo a malapena di cosa parla – non era male, credo. L'altra cosa che ha diretto è stato The Good Girl, di cui – leggo – si parlò parecchio bene, ma che ho sempre evitato in quanto cerco di tenermi il più possibile dejenniferanistonizzato. 

  5. Portia Doubleday è un nome favoloso, da cinema exploitation.
    Comunque dopo lo spoiler di Kaw, non vale più la pena. :)

  6. Eheheh shame on kaw, ma posso garantire che lo spoiler è abbastanza irrilevante nello sviluppo del film.

  7. film molto carino e, hai ragione, al 100% Cera!

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