The Other Guys, Adam McKay 2010

The Other Guys
di Adam McKay, 2010

Dopo Land of the Lost, avevo dato più o meno per spacciata la formula che aveva portato Will Ferrell al successo (innumerevoli epigoni compresi) e ai risultati più esilaranti della sua carriera, il cui culmine insuperato è ancora il Roy Burgundy di Anchorman: una decadenza che si poteva già intravedere nella stanchezza del divertente (e basta) Semi-Pro e che sembrava definitiva. Ma The Other Guys mi fa ricredere quasi del tutto: Ferrell si è tirato indietro in fase di sceneggiatura, ma è il “suo” film più divertente dai tempi di Talladega Nights.

Al dì là del fatto che Adam McKay è in stato di grazia e la sua sceneggiatura scritta insieme a Chris Henchy è un ricettario eccellente (e “quotabilissimo”) di situazioni comiche e dialoghi riuscitissimi, il film trae molto giovamento dall’equilibrio tra Ferrell e Mark Wahlberg, tutt’altro che una spalla. E inoltre, il personaggio di Ferrell non è più lo screanzato ignorante per cui  ha passato il testimone alla triade Jody Hill – Ben Best – Danny McBride (plus David Gordon Green): era ora che l’attore si inventasse qualcosa di nuovo e fresco. Sorpresa: funziona benissimo. Il terreno su cui si muove non è certo dei più vergini, e questo non è il primo caso recente di “parodia” (tra virgolette) del buddy movie: ma se The Other Guys non è Hot Fuzz, ecco, non è nemmeno Cop Out.

La parte più immediatamente irresistibile del film è quella iniziale, con Samuel Jackson e The Rock che fanno i duri da action movie, che si risolve in una delle morti più farsesche che io ricordi: ma McKay riesce a non bruciare tutto subito e il film, a differenza di molte commedie simili, non conosce la classica fase di stanca della parte conclusiva. E anche se la forza del film sta tutta nella riuscita delle singole soluzioni (potremmo passare ore a elencare: la madre di Eva Mendes che viene usata come tramite per messaggi amorosi tra la figlia e Ferrell, Michael Keaton che cita di continuo le TLC senza rendersene conto, il dialogo del tonno e del leone), The Other Guys non si fa divorare dall’abituale abuso del cast di caratteristi (qui pochi e buoni) e ha una sua strana e delicata coesione grazie alla quale non sembra mai di assistere a una collezione di sketch. Ma a un film ben definito, con due personaggi veri. Bene così.

Il film ha già il suo titolo italiano, I poliziotti di riserva, ma per ora non sembra esserci una data d’uscita e il sito italiano della Sony non lo include nella pagina degli sneak preview: qui sento puzza di straight-to-video. Dato che il film in italiano perderebbe praticamente tutta la sua comicità verbale, il consiglio è di recuperarlo in lingua originale: il dvd Regione 1 esce tra un mesetto, quello britannico a gennaio.

8 Thoughts on “The Other Guys, Adam McKay 2010

  1. Fingo on 18 novembre 2010 at 01:15 said:

    Finalmente! Io dopo aver visto Land of the Lost = Kyle dopo che ha visto l’ultimo Indiana Jones. Almeno, per adesso, posso rimettere da parte i Best of WIll Ferrell di SNL con fiducia nel futuro. America!

    P.S. ho visto il film su Bill Hicks di cui parlavi. E’ salito immediatamente nella top ten delle mie persone preferite

  2. 3cool on 18 novembre 2010 at 13:32 said:

    L’ho visto questa estate negli States e quoto in pieno l’apprezzamento sulla prima parte.
    Deboluccio invece mi è sembrato Marky Mark (adoro chiamarlo ancora cosi), mentre Ferrel è sempre stato massacrato al doppiaggio (la storia della tigre e lo squalo, mi pare, è da antologia).
    E’ godibile, nulla di piu però.

  3. “let’s go get some more lion!”

  4. insieme alle preghiere a “dear lord baby jesus” di talladega nights è di sicuro il suo monologo più bello.

    http://www.youtube.com/watch?v=5A0-u85aAYg

  5. menomale perchè avevo letto alcuni commenti piuttosto tiepidi al film… Ma non doveva uscire a fine mese? se non erro il 26 nov

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