Non lasciarmi (Never Let Me Go), Mark Romanek 2010

Non lasciarmi (Never Let Me Go)
di Mark Romanek, 2010

Ci sono libri il cui adattamento cinematografico è un’impresa ardua; altri sembrano nati per diventare un film: lo straordinario libro di Kazuo Ishiguro fa senza dubbio parte di quest’ultimo insieme, ma è anche un libro “ingombrante”, perché molto noto e molto amato, e quindi in qualche modo “un affare delicato” – a causa di una (spesso sterile) abitudine di molti appassionati lettori, quella di mettere prima di tutto a confronto qualitativo le due opere, a sempiterno scapito della seconda.

Per fortuna possiamo lasciare queste preoccupazioni alle spalle: l’ex regista di videoclip Mark Romanek, molti anni dopo il malaugurato incidente di One Hour Photo, e Alex Garland, già due volte sceneggiatore per Danny Boyle, sono riusciti con sublime semplicità a cogliere le qualità cinematografiche del libro e a tradurle in un impianto visivo e narrativo del tutto personale. Never Let Me Go è una delicata e mesta storia sulla scoperta della propria identità e sull’avvicinamento alla morte che ha il grande merito di concentrare tutta la sua attenzione sui tre personaggi, senza farsi portare fuori strada dalle sirene del romanzo distopico, dalle riflessioni etiche e politiche (che rimangono in secondo piano rispetto ai volti di Kathy, Tommy e Ruth) o dall’immediata bellezza della fotografia di Adam Kimmel. Non a caso viene dedicato più tempo alle vicende dei tre ragazzi cresciuti, forse meno fascinosa rispetto alla parte iniziale (quella ambientata nel collegio di Hailsham), ma tutta la sceneggiatura è un raro esempio di misura e di rigore, che la regia di Romanek riesce a tradurre in sofferta commozione.

Ottima la performance di tutti e tre i protagonisti: ma se Keira Knightley e Andrew Garfield sono semplicemente adatti ai panni che indossano e mostrano un’ammirevole abnegazione a un’opera così cupa, deprimente e favolosamente “uncool”, Carey Mulligan fa un passo più in là: la sua è un’interpretazione dimessa, trattenuta, dolente e assolutamente perfetta. Ed è lei che, dalla primissima inquadratura all’ultima, dona al film il tono, le tonalità, e l’anima.

Nelle sale italiane dal 25 marzo 2011

21 Thoughts on “Non lasciarmi (Never Let Me Go), Mark Romanek 2010

  1. coraado on 10 gennaio 2011 at 20:52 said:

    a proposito del primo paragrafo mi sento di divagare un attimo: ho visto the road, mi è piaciuto un sacco e mi ha emotivamente straziato. però non ho letto il libro, sarà per questo? (lo dico visto che subito dopo son venuto a rileggere la tua recensione) cioè, secondo me quando si tratta di adattamenti ci caschiamo tutti prima o poi. non necessariamente al confronto diretto ma al pensare che ci sia qualcosa in meno o in più perché “da un’altra parte” esiste questo qualcosa.
    nel mio mondo in cui the road libro non esiste, the road film è una superbomba, un film a cui non manca niente.
    perchè non sono a conoscenza delle cose che potrebbero mancare.
    mi sono perso?

    la stessa cosa può valere a proposito di questo film, che ho visto il giorno dopo the road, dopodichè ho pensato di rinominare lo scorso weekend LA SETTIMANA DELL’ALLEGRIA.

    • coraado, ma certo che ci caschiamo tutti, basta non cascare nella trappola del “comunque meglio il libro”. e lo fanno in molti.
      è il confronto qualitativo in sé che secondo me non porta da nessuna parte, e fa (e ha fatto) solo danni.
      [commento frettolosissimo, ma superlol per il tuo ultimo paragrafo]

  2. LorenzoB on 10 gennaio 2011 at 23:49 said:

    Quanto ci piace Carey da uno a dieci? Ci piace nove e
    mezzo.

  3. Grazie a Dio c’è Carey Mulligan (e il suo accento inglese)

  4. Uno dei film piu’ strazianti e depressivi che ho visto in tempi recenti, almeno quanto lo e’ il libro …
    Ma non ti sembra che il trailer spoileri (per non so quale ragione) uno dei momenti piu’ choccanti di tutta la storia ?

  5. CrazyS on 11 gennaio 2011 at 14:08 said:

    Non vedo l’ora di vederlo! Carey Mulligan è stata una rivelazione sin da An Education (ed è una ragazza deliziosa, chè non guasta mai).

    CrazyS

  6. Altro consiglio interessante.
    Qui la lista si allunga :)
    Sarei curioso di sapere che ne pensi del recente Enter The Void.

  7. Ti segnalo l’uscita del trailer italiano, stranamente intelligente, in quanto ispirato a quello inglese piuttosto che a quello americano, decisamente piu’ “spoileroso” …

    http://www.youtube.com/watch?v=rxx–cc5EAU&feature=player_embedded#!

  8. ma vogliamo dirlo che è un film della santissima? lo è!

  9. Michele on 15 gennaio 2011 at 13:45 said:

    Splendido, mi è piaciuto un sacco! Non ho letto il libro e in realtà quando l’ho visto non sapevo neanche di cosa parlasse, ma mi ha davvero folgorato. Ottime tutte e tre le interpretazioni e ipervincente la scelta di concentrarsi sui personaggi, lasciando più sullo sfondo le enormi conseguenze etiche che il film suggerisce.

  10. molto interessante… non vedo l’ora di vederlo. Potrei anche aspettare che esca al cinema, così nel frattempo mi leggo il romanzo di Ishiguro ;)

  11. frank silver on 27 marzo 2011 at 22:30 said:

    film intenso ma di una tristezza mortale, regna ovunque una cupa accettazione del proprio destino, un rassegnato attendere la morte che fa’ in qualche modo dubitare della reale umanita’ dei personaggi che mancano del mimimo istinto di conservazione………..saro’ banale ma ho sperato tutto il film che si ribellassero e fuggissero il piu’ lontano possibile dall’incubo che li attende.

  12. Giobbe on 30 marzo 2011 at 17:36 said:

    Mah, non so… grande fotografia e regia sicura ma sinceramente la sceneggiatura mi sembra che non regga del tutto. ci sono dei presupposti che non stanno in piedi e questo impedisce al film di decollare secondo me.
    poi concordo con te sulla grande interpretazione di carey mulligan.

    ah, complimenti per il blog!

  13. Film bellissimo, non mi sono ancora ripresa dal finale, non avendo prima letto il libro. In realtà credo sia stato un bene, perchè spesso casco nella trappola di cui parlavate: il tipico “meglio il libro”, almeno così mi sono goduta il film e non è detto che non mi godrò anche il libro :)
    Sono d’accordo con frank silver e giobbe, ma solo se si prende in considerazione la trama in quanto “storia da raccontare”: secondo me invece bisogna prenderla come una sorta di metafora, in cui i punti poco comprensibili (ad esempio la completa mancanza di ribellione verso il proprio orribile destino) non fanno altro che avvicinare la metafora alla realtà: chi in fondo non è impotente e rassegnato di fronte alla morte?

  14. Tutti preoccupati del perche’ non si ribellano: ma non avete mai pensato che le “storie” che vengono raccontate ad Hailsham, quelle di bambini smembrati o lasciati a morire di fame, siano vere ?
    E i braccialetti di detenzione, pensate che siano li’ per bellezza?

    La bellezza e la spaventosita’ di Non Lasciarmi e’ proprio questa, che lascia allo spettatore il terribile compito di immaginare : immaginare cosa accade nel caso in cui qualcuno trasgredisca, o cosa accade nei luoghi NON privilegiati come Hailsham.

    Si perche’ la verita’ e’ che quella che ci viene raccontata e’ la storia di tre ragazzi privilegiati, che vanno in contro ad un destino terribile, che e’ pero’ meno terribile di quel che avviene intorno a loro.

    • Giobbe on 4 aprile 2011 at 11:05 said:

      Kusanagi, la tua analisi mi sembra molto appropriata se questo fosse un film di fantascienza… ma a ben pensarci quasi sicuramente lo è, e questo potrebbe smentire anche tutti i miei dubbi iniziali e quelli di babybulding.

      • Giobbe, diciamo che qui la fantascienza c’e', ma viene utilizzata per parlare d’altro. e quindi ne’ lo scrittore del romanzo ne’ lo sceneggiatore sono particolarmente interessati ad andare a fondo del come: non c’e’ pretesa di veridicita’ scientifica o di analisi socio-politica , cio’ che interessa e’ l’impatto sulle persone (o non-persone).

        Detto questo, trovo anch’io che la sceneggiatura di Garland a tratti non sia incisiva come dovrebbe, soprattutto nel “portare per mano” lo spettatore e chiarire di cosa si sta parlando: l’unico tentativo e’ quello del commento finale di Kathy, che da’ la direzione (o una delle direzioni) giusta per comprendere il senso di tutta la vicenda.

  15. Adriana on 11 aprile 2011 at 00:17 said:

    E’ stato uno dei film più sconvolgenti che abbia mai visto. Sono uscita dal cinema turbata e depressa e poi ho continuato a pensarci per giorni e giorni. Ora sto leggendo il libro, sarà perché conosco già la storia, ma non lo trovo per nulla pesante – mi avevavo detto che era terribile – anzi … Lo trovo stupendo!

  16. martina on 9 maggio 2011 at 00:48 said:

    un film bellissimo. la cosa strana è che il nostro strano istinto di sopravvivenza ci faccia pensare, sperare in una fuga. come se ci fosse una fuga possibile dal nostro destino di mortali. per quanto lungo sia il ciclo. la fine è straziante, ma vera. come la morte.

  17. Gatto Nero on 16 ottobre 2011 at 00:18 said:

    Niente, l’ho visto ora. Che film triste.

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