Monsters, Gareth Edwards 2010

Monsters
di Gareth Edwards, 2010

Se non ne avesse parlato mezzo mondo prima di me, sarebbe facile etichettare questo film come una delle sorprese più curiose del cinema britannico dello scorso anno, forse la più curiosa in assoluto. In realtà la sorpresa è passata da un pezzo: ma vedere Monsters senza la possibilità di essere trascinati solo dalla sua originale peculiarità è un’esperienza positiva, perché si possono apprezzare anche le qualità specifiche del film in sé, la sua progressione rilassata e coinvolgente, la cura visiva, la sensibilità e la capacità di fare di necessità virtù con cui l’esordiente Edwards ha messo in scena ancora una volta l’umanità alle prese con l’ignoto, ma – come già aveva fatto l’eccezionale District 9 – spostando in avanti il baricentro temporale della narrazione: non più l’attacco, l’epifania, l’arrivo degli alieni sulla terra, ma “qualche tempo dopo”, quando gli alieni fanno ormai parte dello sfondo e agli esseri umani non rimane che continuare con la loro vita, costruendo sui confini della civiltà occidentale altri e nuovi muri invalicabili a separare le città da ciò che più le spaventa.

Ma forse c’è ancora qualcuno che non sa ancora di cosa si tratti: in tal caso, gli basti sapere che Gareth Edwards ha realizzato Monsters con un budget molto ridotto, girando nell’America centrale nel corso di tre settimane, a volte senza permessi, con una crew di sole sette persone e accumulando take differenti basati soprattutto sull’improvvisazione, chiudendosi poi nella cameretta per alcuni mesi a montare e ad aggiungere di persona gli effetti speciali – gli aerei, i carri armati e soprattutto i mostri. Che però nel film si fanno volutamente desiderare: Monsters è infatti “un film di mostri senza i mostri”, o quasi (in realtà ci sono), un aspetto che probabilmente ha fatto imbestialire alcuni ma che dà tutto il tono al film con il suo mescolare l’intimismo da cinema super-indipendente all’amore per il genere puro. Quello che Monsters rappresenta è anche in qualche modo anche una liberazione del genere dai limiti impressi dalle grandi produzioni, con la complicità di una democratizzazione tecnologica senza precedenti. Insomma, Monsters mostra senza dubbio, o consacra se vogliamo, un modo diverso di utilizzare al cinema i linguaggi e i canoni della sci-fi, ed è un passo importante che (ancora una volta: come già District 9) potrebbe causare sul lungo periodo dei piccoli sconvolgimenti – e non a caso Edwards sembra già aver dato il La ad altri progetti che condividono un’indole non dissimile.

Che questa sia la miccia di una rivoluzione culturale che aprirà le porte della fantascienza a nuovi modi di raccontarla, o che sia un esperimento destinato a finire nella massa dei cult movie, oggetti senza futuro che risuonano come specchio dei loro tempi (e Monsters lo è, fino nel midollo) una cosa è certa: che questo è un film imperfetto e semplice ma fatto con il cuore, nato senza dubbio da una piccola curiosità tecnologica ma in cui alla fine è la tecnologia a sparire dietro le naturali doti di narratore visivo di Edwards, che è un film che chiede pochissimo e restituisce molto, e che quell’incontro finale alla pompa di benzina, con la comprensione definitiva di una bellezza e di un amore che vanno al di là del bene e del male, non ce lo scorderemo così in fretta.

Il film è nel listino di One Movie e dovrebbe uscire nel mese di marzo 2011.

4 Thoughts on “Monsters, Gareth Edwards 2010

  1. dimey on 4 febbraio 2011 at 14:12 said:

    Sold!

    Questo film mi aveva già incuriosito parecchio e questa è la conferma che devo recuperarlo.. Thanks

  2. vespertime on 7 febbraio 2011 at 23:21 said:

    possibile spoiler mode on

    certo che quel finale ricollegandolo con l’inizio/fine fa pensare a come far finire bene un film che , probabilmente, bene proprio non finisce. e non lo sottolineo necessariamente perchè è una cosa negativa. semplicemente mi ha forse lasciato un pò così. con un pò di amaro in bocca. il film in sè mi è piaciuto molto. probabilmente il motivo per cui molti (ne avevo letto malissimo) non è piaciuto è perchè, come succede spesso, le aspettative dei molti erano puntate su altro. i Mostri del titolo non sono di certo, come tu stesso hai detto , i protagonisti del film. anzi. gli alieni potrebbero essere sostituiti con qualcos’altro di più terreno, le possibilità erano molteplici. sono solamente una scusa per creare una storia, delle emozioni. il gioco riesce benissimo come in district 9. la storia tracende un pò il genere. la cosa oltre che in district 9 succedeva già molto tempo fa con Blade Runner dove la fantascienza non era poi così indispensabile. non un capolavoro assoluto ma un piccolo ottimo film che vale la pena vedere. e rivedere.

  3. Questo film l’ho adorato, credo andrò a vederlo in sala anche solo per godere a pieno della meravigliosa sequenza finale.
    Comunque, probabilmente mi son lasciato influenzare dalla presenza di Scoot McNairy, ma nella maniera di raccontare di Edwards ci ho visto gli echi di certo mumblecore, no?

  4. fededsm on 25 marzo 2011 at 20:31 said:

    notizie sull’uscita nelle sale??

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