The Fighter, David O. Russell 2010

The Fighter
di David O. Russell, 2010

Si sente spesso dire che The Fighter è un film d’attori, supportato quasi unicamente dal suo incredibile cast: il dato indiscutibile è riflesso nelle tre nomination nelle categorie riservate ai “non protagonisti”. In realtà, come si sa, dal lavoro eccellente di un attore o di un gruppo di attori non consegue automaticamente la riuscita del film: ci vuole una mano sicura che guidi le loro interpretazioni all’interno della storia, ci vuole una sceneggiatura solida, insomma, ci vogliono un sacco di altre cose. Fortunatamente, David O. Russell non lascia per nulla in mano il film al quartetto di star: The Fighter è un film bello e robusto, diretto (e montato, anche) con talento e intelligenza, che sfrutta con freschezza ed elasticità sia i molti cliché da film sportivo che la trovata metacinematografica attraverso cui è raccontata la prima metà, per raccontare la voglia di riscatto di un’America ai margini della società così come delle grandi città – qui siamo Lowell, poche miglia fuori Boston – all’interno di una storia di conflitto famigliare risolta forse in modo risaputo ma davvero convincente e, perché no, anche catartico.

Tornando all’incredibile bravura dei suoi quattro attori, a cui si aggiunge senza dubbio la formidabile truppa di donne che circonda le vite dei due fratelli (la sequenza buffa e minacciosa al tempo stesso in cui saltano in macchina con la madre per andare ad affrontare Amy Adams è una delle migliori del film), The Fighter riesce in un’impresa ancora più difficile, ovvero quella di contenere le performance più strabordanti grazie a una perfetta tecnica di bilanciamento all’interno del cast: se da una parte c’è il solito metodico Christian Bale, dimagrito di metà del suo peso e con la scritta Oscar stampata su tutto il corpo, dall’altra (anche se l’Academy non se n’è accorta) c’è un Mark Wahlberg sorprendente e understated che grazie alla sua provenienza sociale non ha bisogno di fare tanto rumore per portare a casa una prova da applausi; stesso discorso per l’acclamatissima Melissa Leo, accanto alla quale spicca una Amy Adams inusuale, sporca, sensuale e bellissima: è lei la più bella sorpresa di questo film, la sua immagine più persistente.

Al cinema dal 4 marzo 2011

6 Thoughts on “The Fighter, David O. Russell 2010

  1. Visto ieri sera (peccato il file non fosse granché), piaciuto moltissimo. Grande prova di Bale che sembrava uno dei tipi che incontro in autobus al mattino appena usciti dal Sert ;-)…complimenti al resto del cast e anche al regista. Uno dei migliori film visti quest’anno.
    Sol

  2. Bello, non quel capolavoro che mi aspettavo leggendo un po’ in rete prima di guardarlo, ma bello. Non un film che rivedrò, tuttavia.

  3. Simo on 9 febbraio 2011 at 18:28 said:

    Io invece l’ho trovato debole in più punti.
    Non mi ha né convinto né tantomeno appassionato. Le vicende si svolgono esattamente come si dovrebbero svolgere (e questo di per sé non è un problema) ma si intrecciano pure malino. Non ho trovato una vera e propria evoluzione dei personaggi né un qualcosa che giustificasse le loro azioni.
    Wahlberg passa dall’amore all’indifferenza per il fratello con tale e tanta rapidità che l’evoluzione emotiva di james franco in spiderman 3 è roba da Rohmer: prima ti amo, poi mi picchiano la mano e ti odio, poi mi dici una cosina che mi fa vincere e ti amo ancora.
    Bale si ripulisce dopo un allegro montaggio di mezzo minuto a rigirarsi sudaticcio sulla branda.
    La madre non si capisce bene quando e perché cambi.
    La Adams è meravigliosa, ma non ci stupisce.
    Wahlerg più che understted mi è parso un blocco di merluzzo.
    Bale fa le faccette.
    Ma forse mi sono innervosito e ora tendo a distorcere il ricordo.

    Insomma, se non s’è capito per me è bocciatura piena. Ma penso di essere l’unico al mondo.

  4. Michele on 10 febbraio 2011 at 11:09 said:

    A me è piaciuto, ma con qualche riserva. Ad esempio, per me è davvero un film d’attori, con una regia al servizio di questi e una sceneggiatura che va come deve andare e come ti aspetti che vada. Però per me non è una bocciatura questa: il film non eccelle, ma riesce comunque a distinguersi. E’ interessante ad esempio che il pugilato sia un pretesto per raccontare i family issues. Bravissimi tutti, Bale un po’ sopra le righe, ma nulla di eccessivo, le due donne bravissime, Wahlberg boh, non mi riesce proprio a piacere, non riesco a cogliere le differenze nella sua recitazione sia che un vicino pedofilo gli abbia ammazzato la figlia, sia qua…

  5. Sì, è un film d’attori, ma è anche un film di personaggi. Non eccelle, non è una pellicola che regala scene da ricordare, ma si distingue proprio grazie all’ottima caratterizzazione dei personaggi, non solo da parte degli attori. Mark Whalberg personalmente non mi ha impressionato neanche questa volta, perché alla fine fa sempre il ruolo per cui è adatto, il “bullo”, con più o meno sentimenti a seconda del film.
    Se c’è un grosso pregio è la resa realistica dell’ambiente di periferia, si respira quell’aria da palestra “hardcore” e anche le relazioni tra i personaggi sono permeate da quella rozzaggine che trovi solo in quegli ambienti.

  6. Mah, c’è solo Bale, e il resto si intuisce lontano un miglio con regia e sceneggiatura messe li solo per dare la possibilità di arrivare alle 2 ore.

    Ma Batman che fa Toro Scatenato esalta, anzichènò.

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