Tron: Legacy, Joseph Kosinski 2010

Tron: Legacy
di Joseph Kosinski, 2010

Tra tutti i film più o meno mainstream degli anni ’80 diventati poi con il tempo degli oggetti di culto globale per un motivo o per l’altro, Tron è quello che probabilmente mi appartiene di meno. A dir la verità, non sono nemmeno sicuro di averlo visto: se è successo ero davvero molto giovane, perché non ne conservo alcun ricordo. Detto questo, il sequel era un progetto interessante: come aggiornare per i nostri tempi un film di quasi trent’anni fa che pur avendo colto profeticamente alcuni aspetti centrali del cinema sci-fi degli anni a venire viene ora visto soprattutto come un’opera buffamente naif e superata dalla realtà? Il tentativo della Disney, in mano all’esordiente Kosinski, trova alcune intuizioni interessanti proprio nella rivisitazione contemporanea dell’estetica virtuale di quegli anni così lontani abbinata all’interessante soundtrack dei Daft Punk (debitori di Hans Zimmer più che di loro stessi), ma per il resto affoga completamente nella sua seriosità e nell’incapacità di trovare un equilibrio, di qualunque tipo, tra le esigenze spettacolari odierne e l’impianto disneyano, ma anche e soprattutto tra l’asciuttezza delle scenografie virtuali e la pesantezza micidiale della narrazione, costretta a fermarsi a più riprese a spiegare e rispiegare un intreccio inutilmente complesso, senza il coraggio di abbandonarsi davvero fino in fondo al puro divertimento – quello delle scene action, anch’esse peraltro non sempre irresistibili anche se innegabilmente “belle a vedersi”. Insomma, lo stato dell’arte tecnologico (170 milioni di budget) è una noia mortale: era così anche l’originale?

15 Thoughts on “Tron: Legacy, Joseph Kosinski 2010

  1. Si, anche peggio.

  2. arisio on 21 marzo 2011 at 15:15 said:

    Il primo piace al mia amico Aldo…ho detto tutto.

    A.

  3. No dai, non siate cosi’ impietosi. Il primo era figlio dei limiti del suo tempo non solo come effetti speciali, comunque tutt’altro che brutti, ma sopratutto come concezione di fantascienza. Un film di modesto ma non per questo privo di chicce: i nomi dei “programmi” personificati nel film erano comandi realmente esistenti in unix, presentava poche ma divertenti citazioni, come quella di PacMan sul quadro comandi, e alcune scene divennero poi veri e propri videogiochi, come nel caso delle “light cycle”. Non voglio paragonarlo a uno Scott Pilgrim dei giorni nostri, ma per essere della classe 1982 credo si difendesse a dovere.

  4. Spezzo una lancia in favore. Il primo a me è piaciuto molto, e lo rivedo volentieri di tanto in tanto. Chiaramente non è un film divertente come lo potremmo intendere oggi, anzi, ma definirlo noioso e basta è assolutamente sbagliato. Tantopiù se non siamo nemmeno sicuri di averlo visto.

    • Io ho scritto solo che non sono sicuro di averlo visto, il vecchio Tron, non ho scritto che era noioso. Sarebbe stato piuttosto surreale.

      • No, infatti. Hai chiesto se anche l’originale era di una noia mortale (come il secondo). Volevo solo precisare la cosa per i primi 2 commentatori…

  5. Qui siamo nel reame della nerditudine più totale.
    Il primo film è stato realizzato con un impegno ai limite del possibile costruendo scene che di fatto erano impossibili da ricreare a quei tempi. La dedizione profusa (frame dipinti a mano, easter egg nerd, etc) è stata enorme ma questo non ha fatto del primo Tron la pietra miliare che poteva essere. E’ comunque è un film nerd che io, in quanto tale, ho visto tipo milleemila volte ma che soffriva sicuramente di una mancanza di ritmo notevole nella parte centrale.
    Il secondo, perquanto in modo assolutamente non voluto, è rimasto un film di nicchia anche se la parte nerd è stata pesantemente trascurata.
    A me è piaciuto lo stesso, proprio per le scenografie minimali e rigidamente simmetriche e l’epica tecnologica che ne è la base. Credo anche di essere l’unico sul pianeta a non aver capito dove stava la parte cool delle musiche.
    Poi c’è Bridges e Olivia con quel nome che richiama tanto scene di bukkake!

    P.S.:il primo commentatore di questo post è un personaggio di una moralità torbida ed ogni suo commento riguardo a questo film è capzioso!

  6. il primo, insomma, era passabile.
    Questo Tron: legacy è una palla allucinante. Le scene d’azione sono poche e sono l’unico motivo per vedere il film. I dialoghi sono al limite dell’imbarazzante.
    AAA cercasi sceneggiatori decenti a Hollywood. Ultimamente scarseggiano.

    Ah infine spendere 10 euro per sto cazzo di 3d fa veramente girare le scatole.

  7. odderflip on 22 marzo 2011 at 02:18 said:

    il cinema mi rende schizofrenico, perdo coerenza e apprezzo cose inaccostabili tra di loro, a me è piaciuto.
    la trama ho smesso di seguirla subito godendomi appieno una colonna sonora degna di tale nome (De Vorzon ma anche Carpenter, non solo Zimmer) e l’impegno a rispettare l’estetica originale nonostante il divario tecnologico enorme a separare i due film.
    a sorpresa ho apprezzato Serinda Swan più di Olivia e poco, questa volta, Michael Sheen; anzi siccome sono schizofrenico la coreografia grottesca dentro al club mi ha ricordato lo spettacolino di Doomsday e Craig Conway (nella mia mente) ha vinto 10 a 0 su Michael Sheen.
    PS: un film che contiene una ducati paul smart è fiqissimo a priori

  8. Il primo Tron l’avevo visto da piccolo e non ricordavo niente.
    L’ho rivisto prima di andare al cinema a vedere questo sequel, e ho dovuto fermarmi 3 volte per finirlo.
    Praticamente si vedevano i momenti in cui il regista diceva “DOBBIAMO FARE QUESTO!” e gli Effetti Speciali “NONE, NON SE PO’!!” e gli sceneggiatori “vabbè riempiamo sto buco cosi lo inquadri di 3/4 riutilizzando un’altro modellino che hai gia ripreso”.

    (Sto lavorando per diventare sceneggiatore di Hollywood, salve.)

    Questo Sequel invece è bello per due motivi: La Ducati e Olivia.
    EBBASTA.

  9. Kekkoz dovevi guardarlo in sala e farti friggere il cervello da tutto il pim pum pam e il neon e i Daft Punk a volumi criminali e Olivia Wilde tutta attillata, così almeno valeva la pena. Visto a casa dev’esser tristo tristo a meno di avere un impianto coi controcazzi…

  10. Si , tutto quello che avete detto è vero. Però per chiunque lavora con le immagini (se all’epoca era abbastanza grande per entrare al cinema) Tron è stata la pillola rossa di matrix.

  11. Leonardo on 12 aprile 2011 at 12:22 said:

    Anche io spezzo volentieri una lancia a favore del primo TRON. Un po’ ingenuo rivisto adesso con le sue visioni romantiche dei mondi virtuali e con un ritmo a tratti molto lento ma, signori miei, siamo nel 1982!! all’epoca era qualcosa di allucinante! la sequenza di ‘discesa nel mondo digitale’ resta fenomenale ancora oggi e molte ambientazioni sono ispiratissime. Un film rivoluzionario sotto molti aspetti e con temi non così banali come molti potrebbero credere (anche se ovviamente con lo spirito pionieristico e romantico delle visioni futuristiche dell’epoca): il programma che conquista la torretta I/O (con il daemon guardiano) e si mette in comunicazione con il suo ‘creativo’ è molto onirica e piena di implicazioni filosofiche così come l’amore digitale tra TRON e la sua compagna. Insomam, il film sconta solo l’ingenuità della sua epoca e un ritmo a tratti noiosetto ma rimane un piccolo cult da riscoprire e rivedere assolutamente. Il nuovo ancora non l’ho visto, quindi non esprimo pareri. Ciao.

  12. Il primo Tron è cosa ben diversa da questo sequel, che è in primis una grande esperienza visiva. Senza dubbio. http://onestoespietato.wordpress.com/2011/01/10/tron-legacy/

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