Thor, Kenneth Branagh 2011

Thor
di Kenneth Branagh, 2011

Il dubbio legittimo che un regista come Kenneth Branagh non fosse la scelta migliore per portare sullo schermo le avventure del super-eroe della Marvel svanisce più o meno subito, durante le prime scene ambientate ad Asgard: anzi, se si destreggia bene tra le implicazioni shakespeariane delle trama, Branagh mostra anche una certa dimestichezza con il linguaggio del fumetto e soprattutto con le esigenze dell’intrattenimento hollywoodiano. Ma la sfida più imponente era quella di spostare il progetto The Avengers dal piano più “tecnologico” di Iron Man e Hulk a quello della trascendenza, della magia se vogliamo, o del puro mito, sulla carta più difficile da digerire per un pubblico sempre più restio a sospendere la propria incredulità. Una sfida vinta grazie alla fisicità terrena delle divinità, in primis l’azzeccato protagonista Chris Hemsworth, e grazie a un’ironia serrata e intelligente nel tracciare il contrasto tra i due mondi. Un’ironia che – seguendo l’esempio del primo Iron Man – serve da valvola di sfogo più che da catalizzatore, e se anche non proprio tutto funziona (per esempio l’adorabile Kat Dennings è poco più che un “indie relief” tirato via) il film è davvero una pacchia per qualunque amante dei comics americani – o anche solo dei film da essi tratti, dei quali è uno dei migliori esemplari degli ultimi anni. La sorpresa è che, nonostante la scontata cura delle scene d’azione, il meglio stia quasi altrove: impreziosito infatti in modo definitivo dalla scelta non solo di mettere in campo degli attori veri (Stellan Skarsgård, un ritrovato Anthony Hopkins, ma soprattutto la meravigliosa Natalie Portman) ma anche di dirigerli sul serioThor è un ottimo film spettacolare ma che non dimentica i suoi personaggi, un film di eroi immortali che riesce a emozionare per un bacio d’addio in mezzo al deserto. E in definitiva una notevole spinta in avanti di qualità per quello che è ormai diventato uno dei progetti più grossi e ambiziosi della storia di Hollywood. Ci sarà da divertirsi.

4 Thoughts on “Thor, Kenneth Branagh 2011

  1. Normalmente sono quasi sempre in accordo con quello che dici, ma questa volta lo sono di meno. A mio modesto parere Thor ha avuto un’evoluzione simile a quella di Iron Man, ma meno riuscita, un po’ perché Hemsworth non è Robert Downey Jr., un po’ perché il personaggio lo permetteva meno. Se poi in Avengers il villain principale sarà Loki (come d’altronde è stato anche nel fumetto) ci siamo già bruciati la possibilità di avere un cattivo con gli attributi. Resta il fatto che l’attesa per il film dei Vendicatori rimane altissima e già Cap sarà un buon banco di prova.
    AP

  2. arisio on 12 maggio 2011 at 13:06 said:

    A me non e’ piaciuto per nulla…e dire che sono di bocca buona…..solo Renner regala un guizzo in prospettiva……forse….

    A.

  3. Uhm, non capisco perché Loki non possa essere un “cattivo con gli attributi” nel prossimo film.

    Thor aveva un grosso problema alla base: dover introdurre un personaggio – anzi, un intero COSMO di personaggi – estremamente complesso, dover spiegare la relazione fra una divinità e la Terra (cosa per nulla scontata: Thor non è Superman), dover raccontare l’evoluzione del personaggio Thor da “sbruffone” a “uomo responsabile”. E dover rendere il tutto appetibile a un pubblico che non è quello dei fumetti, ma è quello dei filmacci d’azione.
    Considerati tutti questi paletti, mi pare che Branagh abbia fatto un lavoro egregio (nonostante alcuni difetti ci siano, è vero).

    Ho apprezzato parecchio la modernizzazione del mito, per altro… questa spinta sci-fi che non era né ovvia né scontata, e che se all’inizio lascia un po’ basiti poi – semplicemente – funziona.

    Loki, dicevamo. Anche il trasformare Loki in un “cattivo con gli attributi” era un compito gravoso.
    Perché Loki ha, anche lui, delle componenti psicologiche complessissime nel suo rapporto con il padre, nel suo piacere per la menzogna. Loki non è un cattivo “cattivo”, è più sfaccettato e alle volte sembra quasi vittima insoddisfatta del ruolo che il mito gli ha costruito attorno.
    Io, questa roba, nel film ce l’ho vista.

    E da un cattivo sfaccettato mi aspetto di tutto. Molto di più di quanto non ci si possa aspettare da un cattivo-e-basta.

  4. Simo on 13 maggio 2011 at 13:07 said:

    Certo però bisogna dire che il buon Thor c’ha più culo che anima: invece di cadere a Pratomagno ed essere raccolto da Margherita Hack cade in New Mexico e si trova davanti Nathalie Portman. E cosa vuoi di più?

Lascia un Commento

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

È possibile utilizzare questi tag ed attributi XHTML: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <strike> <strong>

You can add images to your comment by clicking here.

Post Navigation