Paul, Greg Mottola 2011

Paul
di Greg Mottola, 2011

“Hey fucknuts! Probing time.”

Degli ultimi tre film di Greg Mottola, Paul è forse il meno personale, sicuramente quello meno legato alle ossessioni malinconico-adolescenziali del regista: in verità è più propriamente un film di Simon Pegg e Nick Frost, che firmano infatti la densissima sceneggiatura di un film che vuole essere un omaggio a tutto tondo a una multi-generazione geek cresciuta tra la fantascienza di Spielberg e le avventure di Fox Mulder, tra il culto del Klingon e i Men in Black. Un film, insomma, che comunica a filo diretto con il citazionismo di Spaced più che con la commedia di Seth Rogen (anche se quest’ultimo, con la sua partecipazione vocale, dà una decisa impronta “rogeniana” all’eponimo alieno parolacciaro) con una storia che si appropria di molti cliché della commedia on the road, ma con un umorismo che seppur guardando l’America redneck e integralista dall’alto in basso riesce a mescolare abbastanza sapientemente le sue due anime, cinismo britannico e consapevolezza yankee.

Rimane il dubbio su cosa sarebbe stato di Paul nelle mani più coraggiose e davvero sperimentali di Edgar Wright, antico (e futuro) sodale dei due, ma possiamo accontentarci: se il film di Mottola non è fulminante è comunque vorticoso, spesso delizioso e quasi sempre divertentissimo, un gioco di rimandi che a volte pare sfociare nel nerd trivia (piuttosto facile a dire il vero) ma che riesce nonostante il giochetto cinefilo a non dimenticare mai per strada l’anima e il senso dei suoi personaggi – Pegg e Frost sanno decisamente di cosa parlano, quando parlano di geek – e ammiccante senza ritegno nel sottolineare, sulla falsariga di Hot Fuzz, le pieghe più romantiche del loro bromance. Come spesso accade, la ricchezza del film si trova anche nel cast secondario, tra cui spiccano un formidabile Bill Hader e l’adorabile Kristen Wiig nel ruolo di una cristiana del Wyoming che l’alieno Paul provvede a convertire alla scienza e alle gioie dell’imprecazione.


Nota: ho visto l’edizione estesa, l’ho vista in lingua originale, e di quella ho scritto: non garantisco che l’umorismo prettamente verbale del film sia stato ben adattato nell’edizione italiana, dove Elio ha dato la voce a Paul.

In ogni caso, se volete il DVD inglese è già in vendita.

11 Thoughts on “Paul, Greg Mottola 2011

  1. Turbo on 14 giugno 2011 at 17:36 said:

    dai, che stasera vado a vederlo anche io!

    • io però l’ho visto in lingua originale, e di quella ho scritto.
      sull’edizione italiana francamente non garantisco, anche perché è un film giocato moltissimo sull’umorismo verbale.
      ora metto una postilla.

  2. vespertime on 14 giugno 2011 at 21:05 said:

    visto anche io in originale e completamente daccordo con tutta la recensione! Pegg e Frost fenomenali! magari chi lo ha visto in italiano può farci sapere cosa ne hanno fatto del doppiaggio/adattamento. io non ho avuto il coraggio di rischiare.

  3. Dembo on 14 giugno 2011 at 23:47 said:

    Billa Hader è dio

  4. Cosmo on 15 giugno 2011 at 00:08 said:

    Molto bello visto in inglese con sottotitoli. La maglietta della figlia del predicatore integralista “Evolve This” mi ha fatto morire dal ridere tra una girandola di altre situazioni davvero divertenti e poco prevedibili. Pena e schifo al pensiero di come il doppiaggio italiano potrà ridurre tutto questo sforzo di scrittura e recitazione, malgrado Elio.

  5. Turbo on 15 giugno 2011 at 12:22 said:

    Che tu l’avessi visto in inglese, l’avevo capito.
    Purtroppo dalle mie parti se vuoi vedere un film al cinema, ti tocca ciucciarti la versione ridoppiata.
    A breve mi prendo la versione in originale, ma non ho fretta.
    Il film è carino e ben fatto in certi punti, ma secondo me Pegg e Frost danno il massimo con Wright.
    Tra l’altro, confermo che la voce di Elio è posticcia all’inverosimile (e secondo me ha rovinato il momento dell’apparizione di Paul), ma con due spalle larghe si riesce a sopportare…

  6. Io ho trovato la voce di Elio fastidiosa e posticcia.
    Secondo me la parte finale è forse la meno riuscita, scontata in alcuni passaggi e con la scena clou telefonatissima.
    Concordo che nelle mani di E. Wrght sarebbe stata un’altra cosa, più in linea ai vari Hot Fuzz e Shaun of the Dead.

  7. l’ho visto in VO l’altra sera, ma questa storia della versione estesa mi lascia sgomento… minutaggio della stessa?

    ah, si, a me è piaciuto molto, ma è praticamente una gara a chi punta prima il dito allo schermo esclamando titoli di sci-fi degli anni 70-80 a caso.

  8. il doppiaggio di elio fa cagare ed ha rovinato il film. guardatelo in lingua originale

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