La Talpa, Tomas Alfredson 2011

La Talpa (Tinker Tailor Soldier Spy)
di Tomas Alfredson, 2011

Sembra fin troppo facile dire che Tomas Alfredson, al suo esordio in lingua inglese, fresco del successo del meraviglioso Let The Right One In, porta nel cinema britannico la sommessa freddezza del cinema svedese – ma è una banalità non così lontana dal vero: La Talpa è sì un film d’atmosfera, costruito anche su una malinconica magia scenografica di insistito perfezionismo, ma impone al racconto un ritmo e una prospettiva del tutto originale, che restituisce al cinema di spionaggio un passo decadente e grave che sembra davvero appartenere alle corde del regista. Meno cerebrale di quanto possa sembrare e meno intricato di come ve lo raccontano, il film di Alfredson è una spy story inusuale ma a suo modo entusiasmante, in cui la vera differenza è data, in definitiva, dal modo in cui riesce ad aprire squarci sulle singole vite dei suoi personaggi – ciascuno con il suo spazio d’azione, la sua storia necessaria, la sua pulsione, la sua motivazione e – per gli attori – la possibilità di mettere alla prova la propria abilità (in particolare, Benedict Cumberbatch e Tom Hardy sono due splendide conferme). Ma pur essendo popolato da un fenomenale cast di attori inglesi, La Talpa è letteralmente dominato dall’interpretazione gigantesca eppure priva di giogionerie, sempre volutamente sottotono eppure di impressionante, di Gary Oldman: già uno dei ruoli più memorabili della sua carriera.

6 Thoughts on “La Talpa, Tomas Alfredson 2011

  1. Complimenti per il blog,scrivi molto bene.Ero indeciso se andare a vedere La talpa ma mi hai tolto ogni dubbio.Se hai voglia e tempo puoi dare un occhiata al mio blog di cinema:http://popcornslurp.altervista.org,Ciao!

  2. Dopo anni di spystory con azione selvaggia e spie da copertina, Alfredson riporta tutto sulla terra. Trovarsi di fronte questa galleria di personaggi medio-borghesi sempre immersi in stanze fumose mentre gestiscono la “guerra fredda” fa un certo effetto.
    L’ho trovato un buon film, la trama come dici te non è intricatissima. Però è vero che se uno si distrae 10minuti, fatica a collegare nomi e azioni. Anche qui Alfredson sembra quasi voler rendere la lettura più complicata del normale, portandoci a spasso in vie secondarie alla storia principale.

  3. Michele on 26 gennaio 2012 at 16:35 said:

    Nonostante sia d’accordo sulla bellezza del film e sulla sua riuscita sono rimasto un po’ stupito da questo “aplomb” inglese che lo pervade. Di fatto non ti sembra che manchi un climax che porta alla scoperta dell’identita’ della talpa? Al di la della scontatezza, o meno, della rivelazione la sensazione che ho avuto e’ stata quella di un tono piatto che pervade tutto il film e non da’ un giusto risalto al “colpo di scena”. Il risultato e’ che l’identita’ della talpa viene annunciata come si annunciano le previsioni del tempo, come se fosse una cosa normale, una cosa tra le tante buttata li’ nel discorso.

    Forse era giusto cosi’, ma non sono del tutto convinto…

    Non hai avuto la stessa impressione?

  4. “Nessuno recita bene come gli inglesi”. Chi l’aveva detto poi?

  5. bellissimo…menomale che qualcun altro ha compreso lo straordinario valore di questo film!in questi giorni ho letto tante, troppe opinioni negative e ingiuste…complicato?chiede solo attenzione. freddo e piatto?chiede solo di guardare sotto la superficie.
    per me è meraviglioso. E Oldman è gigantesco.
    mia recensione qui:

    http://firstimpressions86.blogspot.com/2012/01/tinker-tailor-soldier-spy.html

  6. Giustina on 29 gennaio 2012 at 10:46 said:

    Ho molto apprezzato il regista svedese in un bellissimo film che si chiama lasciami entrare, il cui remake è stato proiettato di recente, e devo dire che mi ero già a suo tempo accorto delle ottime doti di Alfredson. Si è riconfermato alla grande con questo film di altri tempi.A me ha ricordato addirittura l’atmosfera di Ipcress. Un film molto english, apparentemente piatto ma splendidamente umanistico. Grande Gary Holdman, un attore che probabilmente ha raccolto molto poco rispetto a quelle che erano le sue qualità e potenzialità. Ritmo perfetto, montaggio sublime e fotografia essenziale, ne fanno veramente un gran bel film.

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