A Simple Life, Ann Hui 2011

A Simple Life (Tao jie)
di Ann Hui, 2011

L’impressione è che i tempi siano cambiati, ma in verità non è ancora così semplice dalle nostre parti vedere i migliori film asiatici, tantomeno al cinema. Per fortuna esiste chi ne ha fatto una missione, come quelli di Tucker Film (per chi non lo sapesse, sono gli stessi che organizzano il Far East Film Festival di Udine) che da qualche tempo stanno cercando di distribuire in sala e in dvd alcuni titoli davvero interessanti oppure, in alcuni casi, indispensabili.

Rientra indubbiamente in quest’ultima categoria A Simple Life, che la regista 65enne Ann Hui ha presentato in concorso lo scorso anno a Venezia dove, tra le altre cose, la straordinaria protagonista Deannie Yip ha vinto la prestigiosa Coppa Volpi. Il film racconta il rapporto tra un produttore cinematografico e l’anziana domestica che ha lavorato per la sua famiglia per 60 anni, e che in seguito a un infarto è costretta a trasferirsi in una casa di riposo. Come suggerisce il titolo, A Simple Life è talmente “semplice” da rendere quasi impossibile spiegare cosa lo renda così speciale: un film di inusuale delicatezza e irresistibilmente perbene sul potere degli affetti, che affronta temi universali quanto rischiosi come la vecchiaia e la morte con un piglio sobrio, riflessivo ma sottilmente ironico, pudico ma indiscutibilmente ncommovente, che schiva ogni sentenza morale sul senso della vita lasciando semmai che il messaggio traspaia da tanti piccoli momenti di impalpabile onestà, e che sa rappresentare la dolce l’implacabilità del passare del tempo con una naturalezza narrativa impareggiabile.

Magari non l’avete notato, ma il film è uscito in sala in Italia. Andate a vederlo.

4 Thoughts on “A Simple Life, Ann Hui 2011

  1. cristina2807 on 16 marzo 2012 at 17:26 said:

    Oh, come sono d’accordo su questa recensione, il film è semplice ed è difficile spiegare a parole che cosa lo renda bellissimo.
    Forse l’onestà nel raccontare una storia che dia allo spettatore la possibilità di riflettere senza forzature sul tema della morte, degli affetti, della riconoscenza. “Naturalezza narrativa impareggiabile”

  2. vinz on 17 marzo 2012 at 13:18 said:

    ieri, al fiamma (3 sale) c’era la fila alla biglietteria. In programmazione c’era anche “quasi amici” e io ero convinto che la fila fosse per quello. No: erano tutti per “a simple life”. la sala era piena.

  3. Penso venga naturale fare un paragone con Poetry e, tra l’altro, sono entrambi film riusciti. Unica cosa: forse avrei preferito finisse una decina di minuti prima. C’è proprio una scena che me l’avrebbe fatto apprezzare ancora di più!

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