Balada triste de trompeta, Álex de la Iglesia 2010

Balada triste de trompeta
di Álex de la Iglesia, 2010

Nel mezzo della guerra civile spagnola, uno spettacolo circense viene interrotto dai militari e i clown sono costretti a combattere fino alla morte: uno di loro diviene il protagonista di un sanguinoso assalto che causerà il suo imprigionamento. Negli anni settanta, al tramonto del regime di Franco, il figlio rimasto orfano esordisce come “pagliaccio triste” in un circo di periferia dominato da un clown arrogante e dispotico, fidanzato con la seducente trapezista Natalia. Il nuovo arrivato se ne innamorerà, dando vita a un pericoloso triangolo.

Tra le firme più interessanti degli ultimi vent’anni di cinema spagnolo, Alex de la Iglesia  aveva già dimostrato in passato (suoi gli imperdibili La Comunidad e Crimen Ferpecto) di saper contaminare i canoni e spiazzare le aspettative del pubblico con uno stile eclettico e virtuosistico e un nero, nerissimo senso dell’umorismo. Ma con questo film fa un enorme, impressionante passo in avanti:  Balada triste è un film straripante ed eccessivo che mescola la commedia nera, il cinema horror, il melodramma e un’ambientazione storica ben precisa, raccontando una storia d’amore disperata, ossessiva e maniacale ma allo stesso tempo anche un tuffo nella pazzia la cui ferocia si rispecchia in quella della storia spagnola del novecento. Insomma, tutt’altro che un cult movie preconfezionato: nonostante l’approccio postmodernista, provocatorio e grottesco abbia radici già nei suoi primi lavori come Perdita Durango, qui De la Iglesia mostra una consapevolezza che va ben oltre la stravaganza e una bravura che lascia esterrefatti, confusi, eccitati e spaventati. Violentissimo e impulsivo, sfrenato ma curatissimo oltre che visivamente entusiasmante, Balada Triste riesce nell’intento di non farsi soffocare dall’evidenza e dalla forza delle sue metafore: è un grandissimo film di amore e follia raccontato con furia, passione ed eccezionale talento.

Non è semplice – o forse non è completo – parlare di Balada triste senza fare accenno alle traversie che l’hanno riguardato nel nostro paese, perché è uno dei casi più noti degli ultimi anni. Alla produzione del film, presentato a Venezia due anni fa, ha partecipato anche Mikado Film, che ne doveva infatti curare la distribuzione – ma le cui successive difficoltà ne hanno impedito l’uscita, pur essendo annunciata (con il titolo Ballata dell’odio e dell’amore e con tanto di trailer ufficiale) già dall’autunno del 2010 e poi di nuovo nel 2011, in sala e in home video. Per il momento il film si trova invece in una sorta di complicato limbo ed è complicato se non impossibile capire quando e se riusciremo mai a vederlo.

Per chi si fosse stufato di aspettare, il dvd spagnolo ha i sottotitoli inglesi.

Il titolo internazionale del film è The Last Circus.

 

8 Thoughts on “Balada triste de trompeta, Álex de la Iglesia 2010

  1. problemi finanziari o altro? non ne so nulla, c’è un link che spiega cos’è successo?

  2. Astarte on 4 aprile 2012 at 11:46 said:

    @ Dantès

    Mikado è passata di mano più volte negli ultimi anni. Da un gruppo all’altro, e in tutti i casi gente che col cinema aveva poco a che spartire (De Agostini, Lottomatica, Gruppo Tatò, ecc.).
    Adesso credo che le siano rimasti solo i diritti commerciali di sfruttamento per la televisione e solo su alcuni film. Praticamente non esiste più.
    Questo film è quindi rimasto in bilico e non uscirà probabilmente mai in Italia. Non so nemmeno se sia stato doppiato, ma non credo, quindi forse non vedrà la luce nemmeno nel mercato homevideo nostrano.
    E come questo forse anche “The Infidel” (titolo italiano provvisorio “Infedele per caso”), commedia su un musulmano inglese che scopre di essere stato adottato e che alla nascita era ebreo (ad essere onesto non mi ricordo se poi sia uscito in qualche modo, potrei sbagliarmi), e forse qualcos’altro che non ricordo.
    Oh, rileggendo quello che ho scritto mi rendo conto che non mi ricordo praticamente più una ceppa… :-(

  3. Tra i film Mikado scomparsi c’è anche La scomparsa di Alice Creed.

    Comunque qualche giorno fa ho scritto a un paio di indirizzi della Mikado – così, tanto per provare – ma ovviamente non ho ricevuto risposta.

  4. astarte on 4 aprile 2012 at 20:42 said:

    Kekkoz,

    bbbravo, pure Alice Creed.
    Me sa che nun te risponne nessuno… Ad aprile erano rimasti in tre, praticamente…

  5. astarte on 4 aprile 2012 at 20:42 said:

    Aprile dell’anno scorso, ovviamente.

  6. astarte on 4 aprile 2012 at 20:49 said:

    Tra i titoli all’epoca c’erano anche Hesher (che però mi pare sia uscito un paio de mesi fa, forse Bolero?) e Submarino (non il quasi omonimo Submarine, ma proprio con la “o” finale).

    Ho preso le vitamine e adesso mi ricordo un sacco di roba.
    Solo che è un po’ mischiata. Va bene lo stesso?

  7. tiziano on 22 aprile 2012 at 05:01 said:

    Premessa: seguo da tempo il blog con interesse e spesso guardo quello che ti piace con un occhio di riguardo perché, pur non essendo un critico, un esperto o un autentico cinefilo consapevole e attento, mi ritrovo ad avere per lo più gusti simili ai tuoi.
    Ho guardato il film dopo averne letto qui, senza saperne nulla da altre fonti e per la prima volta sono rimasto davvero deluso. Capita. Continuerò a leggerti. Però prima voglio dire la mia, perché ci sono rimasto male:
    Non ho visto commedia nera. Il cinema horror mi è sembrato splatter, il melodramma soap e l’ambientazione storica corrotta. L’incipit è davvero piacevole, ma, dopo la prima metà, il film subisce un’accelerazione violenta in cui perde tutto ciò che di buono aveva costruito nella prima, come una giostra impazzita, senza protezioni, da cui cadano tutti i passeggeri. Mi sta bene la contaminazione, ma in questo caso l’ho trovata forzosa e distruttiva di trama e sceneggiatura. L’esasperazione c’è ed è quella di riuscire ad arrivare alla fine del film senza sentirsi presi per il naso dal regista. Succede di tutto, succede troppo, non manca nulla a una sceneggiatura straripante che si dimentica completamente della verosimiglianza, ingrediente fondamentale per far funzionare l’espediente comico e umoristico. Insomma, per me non regge e se avessi pubblicato il post 2 giorni prima avrei pensato si trattasse di un pesce d’Aprile…ciao e grazie per tutti i film belli che mi hai inconsapevolmente consigliato. Purtroppo la delusione è un sentimento più forte della gratitudine, ma ne porta comunque il segno. E poi che palle se ti avessi scritto tutte le volte “concordo appieno, grazie per il consiglio, yeeeee”.
    Saluti.

    • giovanni on 1 settembre 2012 at 01:12 said:

      concordo pienamente con Tiziano: il film e’ a dir poco orribile; esasperato, splatter e spesso rasenta un ridicolo che non diverte. seguo molto e apprezzo il blog, ma anche per me questo film e la tua quasi entusiastica recensione sono stati una delusione e una serata persa.
      tremendo!!!

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