Hysteria, Tanya Wexler 2011

Hysteria
di Tanya Wexler, 2011

In occasione della sua uscita italiana, Hysteria è stato sottotitolato nei poster “l’eccitante invenzione del vibratore”, con qualche ammiccante puntino di sospensione. Le motivazioni promozionali sono palesi (una manna dal cielo per le divagazioni editoriali sul tema) ma nel film l’invenzione in sé diventa quasi marginale rispetto a tutto il legame tra il superamento della diagnosi di isteria e lo sviluppo delle istanze femminili in una società sessista e retrograda: un apparato tematico e narrativo che forse è meno curioso e “vendibile”, ma è decisamente più interessante – lo sa bene la Wexler, che ha studiato psicologia a Yale e voleva raccontare soprattutto quella storia, dimenticata dai più. Anche se alla fine Hysteria è una commedia romantica in costume dall’impianto piuttosto tradizionale, apertamente “britannica” nonostante la regista sia americana, con il protagonista nei panni dell’impacciato, candido e inadeguato dottore sballottato sentimentalmente tra due donne antitetiche con un contorno di comic relief e di cliché del caso (la prostituta dal cuore d’oro vale come esempio perfetto di entrambi) e una produzione adeguata nonostante qualche ostacolo. Un film grazioso e intelligente, storicamente ammirevole, sostanzialmente inoffensivo. Forse senza la presenza di Maggie Gyllenhaal, qui luminosa e bravissima, sarebbe stato molto meno convincente.

One Thought on “Hysteria, Tanya Wexler 2011

  1. Roberta on 4 giugno 2012 at 13:41 said:

    Maggie Gyllenhaal è sempre sopra le righe, quali fumettistica. E mi spiace dirlo perché l’ho amata profondamente in Secretary.

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