Sunny, Kang Hyeong-Cheol 2011

Sunny (Sseo-ni)
di Kang Hyeong-Cheol, 2011

Durante una visita all’anziana madre in ospedale, Na-Mi incontra una vecchia amica d’infanzia, che la informa di essere malata e ormai terminale. E le rivela un desiderio: incontrare di nuovo il gruppo di amiche (le “Sunny”) con cui entrambe hanno perso i contatti da più di vent’anni. Presentato nella opening night del Far East Film Festival di quest’anno, Il film di Kang Hyeong-Cheol (già regista del campione d’incassi Scandal Makers) è stata la vera sorpresa del botteghino sudcoreano nel 2011: terzo titolo più visto dell’anno (7,3 milioni di biglietti) per una storia che mescola malinconia e leggerezza rivelando gradualmente le storie passate e i destini delle sue protagoniste. A dispetto delle possibili apparenze, è veramente impossibile resistere a Sunny: anche autore della brillante e ingegnosa sceneggiatura, Kang ha sfruttato al meglio un ricchissimo cast di straordinarie interpreti (sia nel presente che nel passato) e grazie a un uso magistrale (anche tecnicamente) del montaggio parallelo ha trovato un equilibrio perfetto tra commedia e dramma, ma anche tra il gusto per il racconto e quello per la ricostruzione storica, peraltro di un popolo che in quegli anni stava attraversando grandi cambiamenti tra cui l’inizio di un’inesorabile occidentalizzazione (il mito de Il Tempo delle Mele, l’ossessione per i marchi) in contrasto con la coercizione della dittatura militare. Particolarmente originale è proprio il modo in cui Sunny affianca le vicende personali dei suoi personaggi alla Storia del paese, in particolare alla violenta repressione dei movimenti studenteschi da parte dell’esercito del presidente Chun Doo-hwan; il culmine è la sequenza inaudita in cui la rissa tra le due bande di ragazzine ha come sfondo proprio le lotte tra i manifestanti e i poliziotti nelle strade di Seoul, sdrammatizzata da uno stile cartoonesco e dalle note di Touch by touch dei Joy. La musica, più in generale, ha un’importanza fondamentale nel film: l’inevitabile Reality di Richard Sanderson, ma anche le canzoni di Cyndi Lauper e ovviamente il pezzo di Boney M che dà il nome al gruppo di amiche (e al film) e che diventa poi il fulcro di un finale sfacciatamente commovente.

One Thought on “Sunny, Kang Hyeong-Cheol 2011

  1. Carl on 9 giugno 2012 at 11:03 said:

    Non è il mio campo (a dirla tutta non ho campi di specializzazione), ma credo siano proprio la scenografia e la fotografia che in alcune scene non possono non rimandare al cyberpunk (forse anche le scene più violente come i vari pestaggi nei vicoli fatiscenti, o l’eccentricità di alcune giovani), mi sbaglio? Comunque ho subito digitato tutte le combinazioni possibili di cyberpunk con le parole del cinema e ho trovato questa cosa http://www.roachthemovie.com/
    Saluti!

Rispondi a Carl Annulla risposta

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

È possibile utilizzare questi tag ed attributi XHTML: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <strike> <strong>

You can add images to your comment by clicking here.

Post Navigation