The Bourne Legacy, Tony Gilroy 2012

The Bourne Legacy
di Tony Gilroy, 2012

La storia del cinema (e della tv) non manca di saghe in cui, a un certo punto, l’attore principale è costretto o sceglie di abbandonare e deve essere sostituito: da James Bond a Doctor Who, i motivi produttivi possono essere diversi, così come le giustificazioni narrative. Il caso di Bourne Legacy è particolare: come si può continuare una serie di film incentrati interamente su un personaggio e su una star senza avere più l’attore che lo interpretava, ma senza rinunciare al marchio che si portava dietro? Tony Gilroy, che ha co-sceneggiato i tre film di Jason Bourne con Matt Damon, ha trovato una soluzione abbastanza sensata: lo svelamento dell’operazione al centro dei precedenti film rischia di coinvolgere un’altra serie di progetti segreti con caratteristiche simili. L’idea ha un duplice effetto: primo, si può fare un film di Bourne senza Bourne, aprendo la strada a un nuovo franchise. Secondo, ci si può ampliare potenzialmente all’infinito – e staremo a vedere se Frank Marshall e Kathleen Kennedy vorranno o sapranno prendere la palla al balzo creando di volta in volta nuove operazioni e nuovi agenti. Tutti questi ragionamenti stanno a monte, ma sono in qualche modo più interessanti del film in sé: va detto però che The Bourne Legacy fa il suo dovere in modo compiuto, è un thriller professionale e divertente, lunghissimo ma per nulla monotono. Visto che Gilroy si trattiene e non vuole strafare, né ha probabilmente le capacità per farlo, il valore aggiunto è sicuramente nel cast: Rachel Weisz e Jeremy Renner sono bravissimi, splendidi a vedersi, e terribilmente convincenti. Ovviamente gran parte del film sembra la fase preparatoria per il puntuale, lunghissimo inseguimento nelle Filippine, che è effettivamente la parte migliore del film, con uno sguardo su Manila tutt’altro che turistico o da cartolina (un’enorme fabbrica operativa tutta notte, tetti di case che sono più che altro baracche, il traffico impressionante della città) ma purtroppo il film si spegne sul più bello con un finale prima troncato e poi aperto al sequel, tutt’altro che soddisfacente. Si sono poste le basi per una nuova saga, e lo si è fatto piuttosto bene: il secondo capitolo richiederà però più senno ed equilibrio. E magari un vero regista.

2 Thoughts on “The Bourne Legacy, Tony Gilroy 2012

  1. Matt Damon secondo me non è un attore così bravo come me lo vogliono far apparire… nei film di Clint Eastwood, che l’ha adottato come maschile musa, scade sempre nello scontato, colpa di una fisicità poco adatta al dramma, mi sa di bietolone!
    andrò a vedere questo nuovo capitolo della saga di Bourne con curiosità…

  2. Franziska on 17 settembre 2012 at 16:50 said:

    Visto ieri, mi è piaciuto molto.
    Temevo che fosse una storia troppo slegata dai 3 film originali, oppure, peggio ancora, troppo “celebrativa”, invece il film si lega bene alla storia di Bourne e i protagonisti sono perfetti.
    6 euro spese bene ;)

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