Looper, Rian Johnson 2012

Looper
di Rian Johnson, 2012

A ridosso dell’uscita di Inception nelle sale, due anni e mezzo fa, in molti si interrogavano sull’eredità che il film avrebbe lasciato nel panorama del cinema d’intrattenimento americano: il successo di un film dal budget così imponente eppure caratterizzato dalla visione di Nolan avrebbe spinto i produttori (e i distributori) a investire di più sulle sceneggiature originali a discapito dei franchise? Alla fine, Inception incassò 825 milioni di dollari, diventando il quarto incasso dell’anno dopo Toy Story 3,  Alice in Wonderland e Iron Man 2. Ciò nonostante, le cose non sembrano essere cambiate: sia nel 2011 che nell’anno appena concluso, tutti i campioni del box office, belli o brutti che siano, sono sèguiti di franchise già popolari oppure, al limite, primi capitoli di nuove saghe.

Looper è invece tratto da una sceneggiatura originale del regista, il bravissimo Rian Johnson di The Brothers BloomBrick, che qui torna a lavorare con Joseph Gordon-Levitt, mutandolo con un make up bizzarro eppure efficacissimo in un giovane Bruce Willis. Ambientato nel 2044, il film ha come protagonista Joe, uno dei “looper”, giovani disadattati reclutati da un’organizzazione malavitosa allo scopo di eliminare i cadaveri mandati illegalmente indietro nel tempo dal 2074, per non lasciare tracce degli omicidi. A un certo punto della loro carriera però, per contratto, i “looper” devono “chiudere il loop”: uccidere la versione di sé stessi trent’anni più vecchia. Invece di basarsi sulle norme stabilite da decenni di film e letteratura sul viaggio nel tempo, Johnson ha scelto di costruire la complicata vicenda su una concezione nuova, e più elastica, del viaggio temporale, creando nuove premesse e nuove regole. Ci vuole un bel coraggio, e infatti in molti hanno rigettate entrambe: la loro accoglienza varia a seconda della sensibilità personale (io trovo che, una volta accettato l’assioma, il tutto fili liscio come l’olio) ma per fortuna Looper non vuol essere un rigido trattato scientifico, quanto una storia sui confini e sui limiti che gli esseri umani sono disposti a sorpassare per difendere ciò a cui tengono, che sognano o che amano; di fatto, è uno dei film sul viaggio nel tempo più umanisti e caldi mai realizzati. E infatti, una volta messo in gioco il meccanismo narrativo, il film prende una piega imprevedibile, spostando il baricentro sul personaggio di Emily Blunt e del figlio (e non dico di più), una scelta che lo allontana ancora di più dal perimetro della fantascienza e, in generale, dal cinema d’azione degli ultimi anni. Ma nonostante il tocco di Johnson contribuisca in ogni momento a renderlo più personale e originale di quanto possa sembrare – basti guardare l’abilità e la sagacia con cui è scritta e messa in scena la sequenza più rischiosa del film, ovvero l’incontro tra i due Joe nel diner – Looper è anche pieno di sequenze spettacolari e memorabili; come il montaggio struggente della vita di Joe, che lo convincerà a ribellarsi alla propria fine: anch’esso un time travel sui generis, trent’anni risucchiati in pochi minuti.

Ricollegandomi al primo paragrafo, Looper sembra rappresentare proprio il tipo di prodotto che Inception sembrava voler anticipare: un ambizioso film d’azione fantascientifico, indubbiamente “mainstream” eppure “d’autore”, intricato eppure divertentissimo, basato su un’idea e non su un marchio. Se quelle previsioni fossero state corrette, forse il film di Rian Johnson avrebbe giovato di un budget, di un’attenzione e di un successo maggiori. Poco male: il film, costato “solo” 30 milioni, ha incassato comunque cinque volte tanto: ma rimane una mosca bianca all’interno di un mercato impigrito. È probabile che la sua fama crescerà con gli anni: Looper è un film ingegnoso, realizzato in modo eccellente, a tratti emozionante, con un ottimo cast e un senso dello spettacolo che non trascura mai l’intelligenza a favore dell’effetto. E destinato, ci si augura, a fare scuola.

Nei cinema dal 31 gennaio 2013

5 Thoughts on “Looper, Rian Johnson 2012

  1. vespertime on 5 gennaio 2013 at 03:08 said:

    Davvero una bella sorpresa questo Looper che non annoia nonostante la durata sia di quasi due ore (e ok che ormai ci siamo sempre più abituati). Un pò deluso dalla chiusa finale però. Mi sarei aspettato un piccolo twist e non una chiusa a conti fatti un pò banalotta rispetto a quello visto fino a quel momento. Rimane comunque un buon prodottino. Ce ne fossero.

  2. Luca A on 2 febbraio 2013 at 20:23 said:

    Film decisamente godibile. Forse la cosa migliore è che non da mai taglio chiaro alle parole buono/cattivo. Ogni personaggio principale (Gordon-Levitt/Willis e il bambino) è sia buono che cattivo allo stesso momento, tutto è deciso dall’evolversi degli eventi. Molto fine come cosa.
    Sono il solo, comunque, che mentre lo vedeva pensava a Terminator?

  3. Pasquale on 21 febbraio 2013 at 21:49 said:

    A me non è piaciuto… È un paradosso di film, la stessa trama iniziale non ha senso (nel futuro non riescono a sbarazzarsi di un corpo???perchè li mandano indietro vivi??perchè non li mandano indietro in fondo all’oceano oppure all’era dei dinosauri ,così un boccone ed il corpo era sparito)e poi nel film fanno come capire che si tratta di viaggio nel tempo e quindi le azioni del tuo giovane a ripercussioni nel tuo del futuro, poi però alla fine del film ,quando gordon si uccide ed anche il suo del futuro scompare ma tutto il casino che aveva fatto prima come distruggere la banda di malavitosi con la passione per le pistole stile cowboy rimane distrutta, la stessa macchina piena di lingotti con cui è arrivato in campagna non scompare ,trasformando, per certi versi, il viaggio nel tempo in un viaggio spazio dimensionale che però ha ripercussioni anche negli altri mondi…. Sarà che sono un patito di fantascienza ed un pò pignolo ,ma non mi è piaciuto…

  4. Visto un po’ in ritardo ma ne è valsa la pena: gran film di paradossi temporali, magari abbozzati e non “rigorosi” (per quanto si possa essere rigorosi su un argomento così). Nel complesso coinvolgente e ben recitato. Serve altro ?
    Aldo vecchiocinefilo.

  5. Ernesto on 7 luglio 2013 at 09:20 said:

    Bel Film.
    Sicuramente.
    Anche se regole “rigorose” dei paradossi temporali si intrecciano con alcune altre più “fantasiose”…
    E una domanda…perché non mandare indietro direttamente i cadaveri?
    Mah…
    7.5

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