Spring Breakers, Harmony Korine 2012

Spring Breakers
di Harmony Korine, 2012

Le teen idol della Disney che diventano le pupe di un gangster, rubano, scopano, menano, ammazzano. La mitologia visiva dello “spring break”, il sogno soft-porno dell’accecante incipit in slow-motion, che dialoga con il suo opposto diventando un incubo di ferite, paura e morte. Spring Breakers lavora su opposizioni semplici, quasi trasparenti; allo stesso modo Harmony Korine non va certo sul sottile: a spiegare il film basterebbe la scena in cui James Franco, sgradevole e sublime nel ruolo di un trafficante con denti di metallo, rasta e tatuaggi, esprime ad alta voce la sua idea di “sogno americano”: due ragazze in costume su un letto pieno di soldi sovrastato da una parete ricoperta di pistole e coltelli. Il film intreccia questi elementi (denaro, armi, sesso) in modo volutamente inquietante, ma è così incessante e abrasivo da non rimanere sulla superficie, così sfacciato da diventare uno dei più inesorabili assalti all’immaginario americano che si siano visti di recente, realizzato da Korine con un impressionismo nella messa in scena e nel montaggio preso in prestito da Malick ma mutato in qualcosa di personale, strisciante, quasi totalmente inedito. Che va di pari passo con una frastornante colonna sonora, a cura di Skrillex e Cliff Martinez; anche se il vero colpo di genio è l’utilizzo di Everytime in uno dei momenti più (giustamente) citati del film, cantata dai personaggi a bordo piscina e, poi, dalla stessa voce di Britney Spears sullo sfondo di un montaggio furibondo e violento. Anche qui si tratta di un gioco scoperto, una contrapposizione che si spiega da sé: eppure dà vita a una sequenza magistrale e fulminante. Il film, con la sua narrazione onirica, il suo ribaltamento morale, le sue ripetizioni che diventano rituali (“Spring break per sempre!”), nasce senza dubbio da un’esigenza essenzialmente provocatoria, ma non si ferma davanti a nulla (o quasi), non lascia alcuno scampo ai suoi personaggi – divisi tra l’orribile, insostenibile quotidianità e l’opprimente sensazione di morte – né allo spettatore, turbato e frastornato da un film spaventoso ed elettrizzante, stupefacente e terribile.

6 Thoughts on “Spring Breakers, Harmony Korine 2012

  1. Carlo on 25 aprile 2013 at 21:44 said:

    Eilà, dove lo trovo il film? Grazie!

  2. Mi ritrovo appieno nel commento: film epocale, manifesto del neo-noir a venire, che guarda a Malick come a Michael Mann, cinefilo, visionario e iconoclasta.

    Spiccate analogie con il Refn americano, per uso del fluo, distorsioni sonore e personaggi-ectoplasmi costretti in spazi fisici geometrici più stretti di un’inquadratura (corridoi, celle), segno che c’è un’avanguardia registica visionaria che ci fa ben sperare.

  3. bhjk on 17 agosto 2013 at 04:18 said:

    il peggior film del 2013. razzzzzzzzzzzzziiiiiiiiiiiiiiiiiieeeeeeeeeeeeee per tuttiiiiieeee !!!

  4. Complimenti , la tua recensione rappresenta totalmente il mio pensiero.
    Un film che divide , forse ancora di piu’ , dei precedenti del regista / sceneggiatore Harmony Korine.

  5. Grande film. Disturbante e avvolgente. Uno dei migliori del 2013.

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