Io e te, Bernardo Bertolucci 2012

Io e te
di Bernardo Bertolucci, 2012

C’è stato un periodo in cui sembrava che Io e te, ritorno alla regia di Bernardo Bertolucci dopo nove anni (e primo suo film recitato interamente in italiano in più di trenta) sarebbe stato realizzato in 3D. Una scelta bizzarra per chiunque abbia letto il breve romanzo di Niccolò Ammaniti; una sfida che il regista ha abbandonato presto, quando si è reso conto che il 3D non faceva per lui né per il film. Che però rimane una stranezza, a suo modo: uno degli autori italiani più affermati nel mondo, che in passato si è confrontato con la grandezza, con la coralità, con imponenti produzioni internazionali, torna dopo un lungo silenzio con una storia “minuscola”, che ruota intorno a (quasi) solo due personaggi e (quasi) solo un ambiente ristretto, quello di uno scantinato, dove un introverso quattordicenne Lorenzo si nasconde per evitare la gita scolastica e per stare con se stesso per una settimana – e dove lo scoverà la sorellastra tossicodipendente. Con un’aderenza al testo quasi letterale (a parte il finale, più “aperto” rispetto alla chiusura di Ammaniti), Bertolucci utilizza la sua bravura senza dare troppo nell’occhio, muovendosi negli stretti spazi con maestria ma senza audacia, concentrando ogni sforzo sul ritratto di Lorenzo (Jacopo Olmo Antinori, buona scelta di casting) e finendo per realizzare un film che non si spinge al di là delle stesse pareti del set: efficace e corretto ma ristretto e pacifico, e più limitato che davvero soffocante. La grande rivelazione del film, quella che fa davvero la differenza, è Tea Falco nel ruolo di Olivia: una performance impegnativa, affrontata a volte in modo un po’ scolastico e acerbo, che apre però il sipario su un nuovo talento dalle potenzialità enormi: a un’attrice così intensa le due dimensioni del cinema bastano eccome.

5 Thoughts on “Io e te, Bernardo Bertolucci 2012

  1. concordo su Tea Falco: ha delle potenzialità che devono essere sfruttate
    ma ha 27 anni
    perché nel nostro cinema le 16enni hanno in realtà 23 anni (tipo Aurora Ruffino in BIANCA COME LA MOZZARELLA ROSSA COME IL POMODORO) e non ci sono attrici adolescenti?
    forse perché da noi il cinema e il teatro sono visti ancora come Sodomaegomorra?
    sono impietoso se, per contrasto, cito Saoirse Ronan, che non aveva ancora 15 anni quando girarono AMABILI RESTI, o Hailee Steinfeld, che quando finirono IL GRINTA non ne aveva ancora 14?

    • Non credo che venga detto esplicitamente nel film, ma se non sbaglio nel libro Olivia ha 9-10 anni più di Lorenzo, quindi ne ha circa 23-24, e Tea Falco ai tempi delle riprese ne aveva 25-26. Il problema si pone senza dubbio in altri casi, in questo direi di no.

  2. Avevo un amico che mi diceva che nei film di Bertolucci c’è spesso un cazo, è vero?
    C’è un cazo in questo?

  3. @ effemmeffe: Il mio c’era di sicuro, ma guardando il film si è rotto.

  4. vespertime on 2 maggio 2013 at 23:57 said:

    il libricino di Ammaniti mi era piaciuto parecchio mentre il film proprio per niente. E il problema stà proprio nell interpretazione dei due attori protagonisti. Se nel libro, nonostante i difetti riuscivi in qualche modo ad appassionarti ai personaggi nel film non succede e, anzi, risultano entrambi di un antipatia disarmante. L’unico momento in cui provi un pò di empatia è verso il finale ma non credo sia grazie agli attori ma solo alla scelta musicale (David Bowie in italiano). Per il resto tutto sembra essere trattato con molta superficialità e anche la questione riabilitazione si sente veramente meno rispetto al breve racconto dove si sente il peso di determinate situazioni. Una grandissima delusione.

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