Freaks


Freaks è come gli snuff-movies: se non esistesse, potrebbe tranquillamente essere una leggenda metropolitana: un film sui freaks girato con veri freaks. E invece esiste, e non è così difficile vederlo. Io ho aspettato molti anni per vederlo, non per timore, ma perché la sua leggenda si è tramandata a noi con dovizia di particolari, e pensavo ci fosse ben poco da scoprire. E invece mi ha sorpreso, mi ha fatto venire i brividi, ha disturbato la mia coscienza. Cercherò di spiegare il perché.


In Freaks c’è un interessante e complessissimo instauramento dell’immedesimazione. La prima metà è approssimativamente comedy, con un numero di siparietti che, però, portano con sé commiserazione, tristezza, senso di abbandono: in poche parole, l’immedesimazione con i vituperati freaks, e la condanna dei comportamenti dei “normali”.


C’è poi la sequenza-spartiacque del matrimonio tra la trapezista e il nano (citata mirabilmente nell’ultimo Bertolucci), dove la commedia si stempera in un senso di angoscia diffuso: non è più così facile, di fronte a questi ”mostri” ballerini e schiamazzanti (“noi l’accettiamo, è una di noi”), distaccare la visuale in una normale morale manicheistica. Ci sentiamo anche noi, volenti o nolenti, minacciati dalla diversità. Lo spettatore è in un punto limbico, un punto liminare, tra la grettezza dei “normali” e una diversità che, comunque, fa paura, e crea disturbo. Questo comporta, o almeno per quanto riguarda la visione che io ho avuto dei meccanismi emozionali del film, dei sensi di colpa.


Il pre-finale è visionario e terrificante. L’immagine finale, una risata perfida e crudele. Tutto sembra sistemarsi e le colpe ricevere il giusto contrappasso. Ma la trapezista ridotta a freak è in realtà tenuta in gabbia per il piacere perverso dello spettatore pagante. Proprio come quei personaggi mostruosi a cui abbiamo imparato in fretta a voler bene, e per cui ci siamo sentiti in colpa. Insomma, nulla è cambiato, e nulla può cambiare. La risata diventa brivido, ritorna a essere orrore.

7 Thoughts on “

  1. Da (ri)vedere insieme ad altri film disturbanti come
    “Eraserhead” di Lynch e “anche i nani…”di Herzog.
    All’epoca fu un vero shock.Circolò la leggenda che il film fu accorciato per 1/3 dai produttori e che furono eliminate diverse scene con dei freaks ancora
    più spaventosi di quelli mostrati.Leggenda,appunto.

  2. Potrebbe essere una leggenda con un fondo di verità.

  3. utente anonimo on 13 febbraio 2004 at 01:17 said:

    Ho visto per la prima volta freaks durante una lezione di cinema, il mio primo anno di università e ne sono veramente rimasto entusiasta, al tempo la mia passione per il cinema era ancora latente, infatti grazie a questo disturbante capolavoro ho detto a me stesso, toh hai un’interesse vero e non lo sapevi. e pensare che sono della città di Fellini…

  4. se non altro l’università italiana,per una volta,è servita a qualcosa.

  5. nicola, hai ragione, mi sa che c’è molto più di un fondo di verità nella leggenda dei tagli di freaks (ed è facilmente intuibile il perché)

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