Taxi driver
Acceso come le luci di New York di notte, violento ma di una violenza tutta interiore, il più disperato canto sulla solitudine metropolitana, sull’uomo solo e di fronte a se stesso nel caos della città. E un’esamina profonda sugli Stati Uniti del 1975, sulla sindrome postbellica, sul declino del sogno americano. Grandissimo. Dire altro è dire banalità. Comunque, De Niro da brividi. E quel che penso di Scorsese l’ho già detto.
hai ragione: sono film oramai incommentabile perchè ogni cosa che c’era da dire è già stata detta
non credo che la forza comunicativa di un film simile sia estinguibile – sono io che non so dire altro –
e io dico questo
grazie nicola