Io, robot (I, robot)
di Alex Proyas, 2004
Va detto: nonostante l’ispirazione letteraria dichiarata (nei credits) e quella spirituale mostrata (nel film: le 3 leggi della robotica, l’evoluzione e la rivoluzione), Asimov è molto lontano. Era più presente nell’uomo bicentenario di Columbus, che tuttavia era una porcheria.
Invece questo I, robot non è un film stupido (era la mia maggior paura), e ci si diverte parecchio. E se, come sembra davvero, questo era l’intento, non si può non promuovere il film, davvero godibile, con un sottofondo ironico che non annoia, nonostante Will Smith sia veramente troppo se stesso e le sue frasi ad effetto siano fuori dal tempo.
Senza menate melodrammatiche, senza sottotesti non richiesti. Ma, viste le premesse e i nomi coinvolti, senza entusiasmi. Proyas infatti sembra dimenticare molte delle sue doti: Il Corvo era un bel fumettone dark (a mio avviso sottovalutato) e Dark City uno dei film essenziali per capire l’istituto del dubbio sul reale nel cinema degli anni ’90: un mezzo capolavoro, iconograficamente inarrivabile e copiatissimo. Qui non c’è nè particolare fumettizzazione (e non si esce quasi mai dal territorio del puro cinema fantironicaction) nè cura iconografica (ricalcata da artifizi altri, postlanghiani, come quelli di Minority report).
In I, Robot, Proyas ha preferito la strada (lastricata d’oro) di una competente e lucida professionalità. Anche se qualche volta ne viene fuori: l’inizio anti-tecnologico (con il corpo nudo gonfio di Smith, la musica di Stevie Wonder e le il feticcio delle Converse All-Star), la scena in cui si scontrano in strada l’esercito di robot e gli umani (che sembra cascata lì per caso ma non stona affatto), e l’anarchia frastornante e vorticosa del finale, che fa persino perdonare al finale il suo essere così fracassone.
nota: ma come, faccio tante menate su quanto attendevo il film di Gondry e poi vado a vedere Proyas?
lo vedrò martedì, per questioni economiche (i giorni che costa meno il tal cinema) e amichevoli (ieri un amico mi ha trascinato a vedere questo – poi a me è piaciuto e a lui no…)
il corvo è uno gratissimo film, a me mi piacette molto. ma la coronna sonora era meglio assai. cerano puro i pantera, se non mi spaglio. ma per principio non vedo, ripeto non vedo, filmi con will smith.
azz… che principio
nonostante Will Smith sia veramente troppo se stesso e le sue frasi ad effetto siano fuori dal tempo.
Grazie Kekko, sono questi i commenti che io adoro. Forse perchè è una cosa che mi dici spesso. Critica?Domani vado a cienmatografo.
Posso chiederti una tua opinione sull’attrice Kathy Bates (Misery, Pomodori verdi fritti, Una casa tutta per noi, Titanic, A proposito di Schmidt….) per me è una grande attrice nonchè la mia preferita!!! Aspetto un tuo parere!!!!!;-)
miinchia, ieri sera mi sono rivisto al rallentatore, fotogramma per fotogramma, “lost in translation”. da grande voglio essere bill murray!
“è tempo di relax, è tempo di suntory”
ah di. te ti sbatti.
io ti linko.
Kekkuzzo, odio farlo in un topic che non c’entra, ma mi hai lasciato con un dubbio nel mio blog, rispondi quando puoi! (e già che ci sei datti una lettura ai miei commenti su un film che sai)
ossequi
anzi, per stare in tema dico almeno:
I, robot non andrò a vederlo perché non m’interessa e perché ho altro da vedere…
OFF TOPIC: oggi sul mio blog ho inserito la recensione di “Tutti gli uomini del presidente”, allegandovi un link/trackback alla tua. Fammi sapere che ne pensi.
mmm…ci vado o non ci vado a vedere questo film?
risposte (finalmente, maledetto esame bastardo…):
rat: che principio strano (io recupererei “6 gradi di separazione”, invece”)
lillo: sei un grande
anto: kathy è grande, ma ormai ha fatto un po’ il suo tempo (il rischio di ripetersi troppo) – era una delle poche cose riuscite in titanic
smeerch: grazie del trackback.
andrea: se hai altro, si può evitare, se ti vuoi divertire un po’ senza menate è ok
Che bello Dark City…
rat: Alì…santoddio…
nordovest: vero. avevo segnalato solo 6 gradi (un mio piccolo feticcio), ma alì cristo…
manu: sì, cacchio.
Sì, ok: ma ce lo porto, mio figlio decenne?
mamma in ansia… non so, è un po’ frastornante però non è immorale.
Grazie mille. Allora sabato andremo.
non mi assumo responsabilità!
A me il film non è piaciuto proprio. Profanato Asimov, banalizzato il tema della robotica, banalizzato il tema del controllo degli uomini, l’amore tra il polizziotto e la psicologa è quasi innervosente, per non parlare dei riferimenti a Blade Runner sinceramente assai irriguardosi, quella si che era fantascienza visionaria, Philip Dick è un’altra roba. Percarità.
Un saluto. Rob
questo è uno dei più bei film di fantascienza che abbia visto.
sequenzelibere: allora ne hai visti giusto un paio, o meno…
Sicuramente non è uno dei capolavori del genere fantascentifico, però non è male come film, divertente….