Three (San geng)
di Registi Vari, 2002

Per qualche misterioso intervento divino è comparso nelle videoteche italiane questo film a episodi, celebre coproduzione tra Corea, Thailandia e Hong Kong. Distribuisce Eagle Pictures: vuoi vedere che prima o poi metteranno fuori anche Three extremes? I tre segmenti non hanno quasi nulla in comune, quindi ne parlo separatamente.

Memories, di Kim Ji-woon (Corea del sud)
Un piccolo esercizio di stile (ma anche qualcosa di più), opera del regista che avrebbe poi realizzato Two Sisters, a cui la breve durata serve per sperimentare e giocare un po’ con i linguaggi, e per trasmettere una vicenda sull’abbandono e sulla memoria. Non propriamente horror, ma davvero pauroso, se si è predisposti: interessato in modo quasi teorico alle meccaniche dello spavento (l’inizio fa davvero saltare sulla sedia), Kim costruisce una tensione palpabile che resta per tutto il film e che alla fine si scioglie in un sorriso amaro. Bene, bravo, bis.

The wheel, di Nonzee Nimibutr (Thailandia)
Il segmento thailandese, a dispetto delle mie aspettative ricolme di curiosità, è quello che mi è piaciuto meno. Anzi, posso dire che non mi sia piaciuto. Nimibutr, produttore proficuo, e regista del Jan Dara di cui tanto male si è detto (ma mi riservo di vederlo comunque, visto che anch’esso è uscito da poco in dvd) costruisce una storia che mescola tradizione thai e ghost-cinema contemporaneo, annoiando però troppo spesso, o addirittura non suscitando alcun interesse: un dramma, vista la durata esigua. Il finale ricompatta il tutto, reimmette l’opera in un binario circolare, e azzecca qualche "visione": niente male. Peccato.

Going home, di Peter Ho-sun Chan (Hong Kong)
Nonostante il primo segmento sia molto bello, è questa la vera perla del trittico. Il segmento di Chan segue un binario e poi ne imbocca un altro, all’improvviso; sembra quindi prendere una sbandata narrativa, che è però solo apparente. Al di sotto di una bizzarra storia di paure infantili, ossessione necrofila, e medicina cinese, il risultato è una storia struggente e dolcissima sull’amore che sconfigge il dolore, la malattia, la morte. Peter Chan mostra una sensibilità incredibile e un senso notevole sia del dettaglio che dell’insieme. E poi fotografa Christopher Doyle: non serve dire altro. Un gioiellino.

18 Thoughts on “

  1. il primo episodio di questo film resta una delle cose più genuinamente terrorizzanti mai viste in vita mia. Non sapevo che fosse del poi-regista di Two Sisters, ora che l’ho letto sono contento perché Two Sisters mi è piaciuto.

  2. utente anonimo on 3 febbraio 2005 at 18:14 said:

    Infatti credo che Kim Ji-woon sia tagliato per l’horror.The Foul King non è che mi abbia particolarmente colpito.

    creep

  3. io ieri sera ero proprio ben predisposto alla paura, e con Memories mi sono davvero cacato sotto per 35 minuti.

    la bambola all’inizio poi, è proprio teoria dello spavento.

  4. hai in mano “da morire”? anche alla kidman nel film passano per le mani diverse “cose”…

  5. Devo andare più spesso in videoteca, anche se lì da me non hanno mai nulla. Ora vado a controllare se esce anche in vendita. M’hai messo troppa curiosità.

    (The Foul King è bello. Leggete che bella recensione ne hanno scritto su CinemaCoreano)

  6. Ma Christopher Doyle ormai fotografa pure i matrimoni?

  7. A quanto ne sapevo io 3 extremes è un po’ il “remake” di questo film. Ma poi può esistere il remake di un film a episodi?… bah :-/

  8. Be’, diciamo che più che il reamke ne conserva la struttura, tre episodi affidati a tre registi orientali dis cuole cinematografiche diverse. Non vedrei male un terzo o un quarto “remake”. Nel terzo: Kurosawa, Wong, Kim; nel quarto: Nakata, f.lii Pang, Ratanaruang. Certo che fare il produttore deve essere divertente!

  9. E io che lo avevo messo nella pila della “robetta evitabile”.

    Mi hai incuriosito, appena posso lo scari…ehm…affitto sicuramente.

    Andrea

  10. Se facessero il “terzo” remake proposto da Gokachu credo che dedicherei un altare votivo al produttore…

  11. @ohdaesu: ahahah.

    @cineblob: ti ha già risposto gokachu.

    @andrea: se vuoi un consiglio, scar… affittalo!

    @Private_I: d’accordissimo.

  12. informazione per i blogger bolognesi: né “Iron Ladies” né “Tokio godfathers” sono in programmazione a Bologna.

    merde.

  13. Il che, anche senza andare a controllare, mi fa ipotizzare che non lo siano nemmeno in Toscana.

  14. tokio godfathers è a firenze al fulgor. :-) (ho controllato solo firenze, tanto per)

  15. utente anonimo on 4 febbraio 2005 at 19:04 said:

    tokio goofathers l’ho segnato, se mai qualcuno lo prenderà. il non c’entra niente con il post, è solo per caldeggiare il prossimamente di faenza, non un capolavoro, ma secondo me un buon film.

    claudio

  16. locandine…che vista piacevole..

  17. un blog malinconico per me..ma mi sara molto utile fra un po di mesi…grasie

  18. come non detto: tokio godfathers è in arrivo prossimente a Bologna, al cinema NOSADELLA. dietro casa. che bello.

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