Female yakuza tale (Yasagure anego den: sôkatsu rinchi)
di Teruo Ishii, 1973
"My friends call me Yoshimi of Christ. When I pray, I kill."
Il film inizia proprio come The blind woman’s curse: una donna tatuata affronta a spada sguainata, sotto la pioggia – al ralenti – un gruppo di uomini. Ma ci si rende conto presto che le cose sono diverse, perché i suoi vestiti si lacerano e la donna – la bellissima Reiko Ike, per la precisione – rimane a combattere completamente nuda. E questi sono solo i titoli di testa.
Infatti l’erotismo è il tratto più marcato di un prodotto consapevole del decennio in cui si trova (si capisce dai look cool, dalle musiche, dalle situazioni) e dei meccanismi di sesso e violenza del cinema exploitation (anche occidentale). E così, Ishii costruisce un film iper-pop, truce e sporcaccione, che ruota attorno – per dirne una – a una gang di malfattori che trafficano droga in dildo-contenitori inseriti in orifizi femminili (sic) di ladruncole assuefatte all’eroina.
Al di là del softcore spiattellato, non è certo un Joe d’Amato: anzi, un bel divertimento, con personaggi azzeccati (la suora-killer), scene molto forti ma emozionanti (l’omicidio a scariche elettriche e strangolamento della giovanissima figlia del boss), e soprattutto un grandissimo finale che vale tutto il film, in cui si compie la vendetta collettiva delle donne, che dopo essersi spogliate come in un film di Berkeley, massacrano i maschiacci e pisciano sui loro corpi morti. Oh, yeah.
Ho considerato il film come a sè stante, ma in realtà è il sequel di Sex and fury, di Norifumi Suzuki, che conto di recuperare quanto prima.
A differenza di quasi tutta l’opera di Ishii, il film è disponibile da poche settimane in uno svavillante dvd americano.
Si è già parlato di Teruo Ishii nel post su The blind woman’s curse, a cui rimando.
Ora, come fa uno a non volersi procurare il dvd americano? Mentre scrivevi sapevi bene che avresti suscitato l’interesse di tutti.
Attento a “svavillante”
svavillante, l’ho scritto apposta!
(non è vero)
non te lo caca nessuno ishii
eh lo so maledizione, e io che voglio fare l’originalone.