
40 anni vergine (The 40 year old virgin)
di Judd Apatow, 2005
Si può ammettere? Si è riso fragorosamente, ci si è proprio sbracati. Spesso per le cose più inutili e volgari, ma si è fatto un po’ di rumore. E’ un bene, fa bene al sangue, ringraziamo. Si potrebbe fare persino un lungo elenco delle scene in cui ci si sciolti in risate, ci ho pure pensato (ne dico solo una, random: la vagina componibile, in pezzi), ma è inutile. E in più, si trasmetterebbe un’immagine del film diversa da quella complessiva. Che è negativa, eccome.
40 anni vergine si infila impunemente e impudicamente (in tutti i sensi) nella tradizione del cinema dei fratelli Farrelly, con i medesimi intenti: ovvero fare politically uncorrect comedy (ma in realtà più triviale che scorretta, nonostante si dica nigger e al-qaeda: certa gente non impara) veicolando però una sottesa commedia morale, che si fa – qui con nostro sconforto – dolce, tenera e sottilmente reazionaria. Ma se i Farrelly convincono e spesso appieno, perché Apatow ci lascia francamente scontenti, e per qualche momento addirittura sconcertati?
I motivi sono tanti, quasi più di quelle scene che avrei voluto citare (solo un’altra, giuro: Andy che ricorda quando spaccò il naso a una tipa mentre lei gli leccava i piedi). Per esempio Apatow, registicamente un criminale al pari di Jay Roach: non possedendo alcun senso del ritmo, si riduce a confezionare una sit-com senza le "risate di morti" (come le chiamava Woody Allen) e senza alcun contributo formale almeno lontanamente pregevole. Ma passi l’assenza spaventosa del cinema in questo film, perché dopo un po’ ci si rilassa e quasi si dimentica che non è merito ma colpa della crew.
E quasi ti frega: ti appassioni ai caratteri perché gli attori – soprattutto di – sono bravini, e i loro personaggi sono curiosi, e qualche dialogo buono c’è (solo uno, lo prometto: "Lo sai come so che sei gay?", eccetera, va avanti per minuti). Ti ha del tutto fregato, e sei pronto a mollargli tre pallette di contentezza, ma per fortuna il cretinismo e l’imbecillità vera del film (che non è quella di quattro battute sciocche: ben vengano – è la struttura argh, è il "messaggio" urgh) è pronto a risvegliare lo spettatore, che può rendersi conto così che l’uscita è quel segnale luminoso verde. Si può ammettere? Mi ha quasi fregato.
Dal canto suo, Steve Carell cerca di tenere in piedi il film da solo, ma la sua è la tipica comicità impacciata che diventa imbarazzante anche per chi guarda, lo stesso embarrassing embarrassment (mi piace tirare in ballo Jay Roach ogni due paragrafi) di Stiller in Meet the parents: insopportabile, insomma. E intendiamoci, è lui l’eroe, il timido, casto, buono Andy, perché il film alla fine è un irreale e inquietante elogio della castità laica intorno alla quale la misoginia e il machismo, scoprendosi vagonifobia vaginofobia e sessismo, crollano miseramente, come crollano i suoi irresistibili amici. Quando mai gli hanno rivolto la parola!
questo film è stato visto da me in inglese.
si sospetta che in italiano non faccia NEMMENO ridere.
attendo conferma da chi l’avesse visto.
Anche io visto in inglese, e penso che tolti i fucking ci sia ben poco da ridere. I Farrelly stanno davvero su un altro pianeta. Il modello di riferimento per questo film è piuttosto American Pie. Insomma, *mi ha fatto schifo*
Ciaoo Rob
e per favore, non scomodiamo neanche Stiller
Ciaoo Rob
“Vagonifobia” è forse il refuso dell’anno.
Anch’io recensisco i film che guardo, ho una Tag “movies” sul mio blog..! Se vuoi darci un’occhio sei il benvenuto…! Sei linkato tra i miei “blog che meritano”..!
dall’incipit m’era quasi sembrato che stessi per leggere una recensione elogiativa…
p.s. a me, però, stiller piace e piace pure Meet the parents…
p.p.s. azz allora è un vero refuso, per un attimo avevo dubitato della mia padronanza dell’italo volgo…
@ohdaesu: che faccio, lascio vagonifobia? mi sono affezionato. no dai, correggo.
@noodles: a me stiller non dispiace per alcune cose (zoolander, reality bites). ma Meet the parents è imperdonabile…
bellissimo lo slato ^_^
il film non mi interessa per niente, ma messa cosi’ non si puo’ non notare XD
Misato-san
Se ti piace la commedia dell’imbarazzo non puoi prescindere dalla serie tv “Curb Your enthusiasm”. Da noi passa – o passava – su canal jimmy.
(Violetta la vagonifoba)
insomma, è da vedere o no? sei bravo, si, abbiamo capito che sei un appassionato/studioso di cinema, ma sei troppo pomposo nel commento, e il tutto si riduce a un rispecchiarsi, da parte tua, nel tuo stesso sapere. Molto narciso, il tipo. Detto questo, cmq ti linko. Mi verrai utile in futuro. Te l’ho detto, sei bravo. Però vorrei capire se un film è da vedere o no. E cmq solo io posso sapere se un film vale la pena di essere visto o meno.
ciao. ;-D
se ti interessa solo sapere se un film vale la pena di essere visto o no, vai sulla connection, dove ci sono dei voti numerici, e anche i miei. è un sito adorabile, vacci.
comunque se non hai capito se questo vale o no, vuol dire che il post non l’hai proprio letto.
ok: la risposta è no. questo film è brutto. così va bene?
Sei stato troppo buono nei confronti di quest’immondizia.
io lo so che sei gay
nn c’è bisogno di conferme
sai cosa mi ha letteralmente dilaniato?la scena che che ha in sottofondo la canzone di rallph supermaxieroe
ecco cos’era! Ralph!
(ma infatti, il film gioca molto sul vintage – la collezione di giocattoli – e sul trendy. d’altronde è un film che si dà valore solo per il fatto di dire la parola “ipod”.)
occhei, è politically Scorrect ma la scena della ceretta e quella dei profilattici m’hanno fatto piegare dal ridere come un origami. per il resto d’accordo con te su tutta la linea
quella della ceretta fa ridere perché glieli strappano davvero, e i tizi dietro se la ridono davvero. per un attimo il film acquista un barlume di senso.
A me i filmzz maschilisti eo maschiosfottenti (cose che vanno pari passo) in genere fanno stupidamente ridere.
Qua risi (a volte) ma sinceramente mi ha anche un pò irritata per gli eccessivi luoghi comuni.
Sarà che avevo a fianco una femminista convinta.
Sarà che ma che diavolo di estetista fa la ceretta in quel modo barbaro (a strisce sparse per il villoso petto)? Ma gli mando la mia che è disoccupata in autunno e in inverno!
Una “coattata” incredibile e parecchio volgare, ma – è vero – se sorvoli su mille cose ridi parecchio.
Ci metto la mia preferita: quella sul preservativo attorno al piede e il ragazzetto che dice “Maestà, insegnami”….
guarda a cuore aperto: ho riso pure io e non l’ho stroncato . ho visto cose peggiori che ambivano ai lidi della risata di pancia. almeno quasto non ha troppe pretese.
un saluto carissimo
la regina pigra