gennaio 2006

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Ho sposato una gangster – My wife is a gangster (Jopog manura)
di Cho Jin-gyu, 2001

Una delle commedie coreane più note degli ultimi anni sbarca in italia: qualcuno se n’è accorto? Da principio destinato alle sale (magari 2 o 3 o meno), il film ha infine trovato la sua sistemazione ideale tra gli scaffali di alcune sparute videoteche nostrane, senza contare le copie in vendite che nessuno ha visto.

Peccato, perché My wife is a gangster, oltre ad essere una commedia piacevole e divertente, è un esempio abbastanza ben formulato e tipico dell’atipicità del cinema pop coreano e dell’applicazione ad esso delle non-forme pastiche: i generi esplodono, la commedia si mescola alle arti marziali, al demenziale, al dramma violento e tragico e inaspettato, al feroce romanticismo. La resa potrà essere anche un briciolo inferiore ad altri prodotti di simile fattura, ma ci si diverte, e non poco. La scena della lezione di fellatio è da manuale, e il finale perfetto dimostra che il tutto non era poi così cretino come voleva autodipingersi.

Ancora peccato: perché l’edizione italiana – acquistabile qui a una quindicina di euro – è ancora una volta davvero brutta, e – c’è bisogno di dirlo? – il doppiaggio è una vera schifezza. Poco male, per quelli pazienti c’è la traccia in coreano. Per gli impazienti, il bellissimo doppio dvd inglese costa una ventina di euro, ovviamente qui.

Lady Vendetta – Sympathy for Lady Vengeance (Chinjeolhan geumjassi)
di Park Chan-wook, 2005

UN POST IN 160 CARATTERI

"Alla 3za visione, ancora più lacrime e brividi, e una netta sensazione: che in senso oggettivo sia questo il suo capolavoro. Buona edizione italiana. Applausi."


(sms inviato il 05/01/2005, ore 17:46)

CONSIDERAZIONI DISORDINATE E SUPERFICIALI

vedere Lady Vengeance per la terza volta in un cinema è stato bello, vederlo in un normale cinema d’essai italiano bellissimo, vederlo con lei più bello, il tizio dietro che russava meno bello

Lee Yeong-ae è un’attrice dalla bellezza e bravura inumane, guardando lei nel trailer non mi ero accorto di statue bronzee con la testa mozzata ma guardando lei nel film ci si dimentica di esistere, questo è essere attrice, provateci voi a resistere a quegli occhi lucidi e ombrettati rossosangue o a quello sguardo al cielo e alla neve alla fine dai provateci

i rapidi flashforward dei genitori nel capannone e i flashback sonori nella stanza da letto, roba da insegnare nelle scuole di cinema

un certo paolo usa nel bene il termine "farsesca" ed è vero sì e la strega che scivola nel cesso fa ridere e non solo ma se non sapevate come definire la parola magone ecco ora lo sapete

il riassunto iniziale antichizzato che alla prima non mi aveva convinto è bellissimo, con un preciso senno di poi narrativo è addirittura meraviglioso

l’edizione italiana è buona, sì, c’è l’effetto-anime e l’effetto-Keira, ma sempre meglio dell’effetto-Chow, e comunque è professionale, e comunque è rispettata la varietà linguistica e la colonna sonora non perde intensità, e comunque Jenny non è doppiata, e comunque a tratti nemmeno Geum-Ja, e comunque nessuno è doppiato male come, che so, come la sorella di Ryu in mister vendetta

ho buttato la prima lacrima nella scena della ricostruzione mediatica ma ho iniziato a piangere più vistosamente durante le due traduzioni smettendo a tratti ma mai del tutto fino al tofutuffo, chiedo scusa a L per il fastidioso rumore di mucose

e chiedo scusa e in primis a me stesso per avere relativamente sottovalutato in una rarissima carenza d’entusiasmo festivaliero questo film alla prima visione mentre ora sospetto che sia questa la vera vetta di questo profondo eclettico straordinario istante di cinema che è la trilogia-a-posteriori di parkcianvùk

quando la tizia tira fuori il numero del conto corrente ti si ghiaccia il sangue anche se già lo sai, signori, l’essere umano

nel cinema regalavano dei bellissimi manifestini A4 plastificati appoggiabili, io l’ho preso e l’ho pure appoggiato e sfido il 2006 a produrre una locandina così bella

ecco se avete visto oldboy e ne volete un altro proprio proprio così altrimenti niente beh allora state a casa, idem per mister vendetta*
* "idem per mister vendetta" significa due cose

se poi dite oldboy mi è piaciuto di più vi capisco perfettamente, anch’io gli voglio tanto tanto bene e forse rimane anche il mio preferito, ma invece di insistere cocciutamente riguardatevi Lady Vendetta un altro paio di volte come ho fatto io e poi fatemi sapere

se poi dite mister vendetta mi è piaciuto di più vi capisco perfettamente e vi rispetto ma permettetemi di dissentire un pochetto

che differenza fa poi, che serve fare distinzioni e/o classifiche se ci troviamo di fronte ad una simile forma d’arte, mi chiedo io, che differenza fa

se esistessero i cinequadri appenderei in casa i titoli di testa di Lady Vengeance

UN’IMMAGINE

UN LINK

ne parlammo già in molti dalla Mostra di Venezia

[in the meanwhile]

Insomma, gli altri film che ho visto oppure ri-visto durante le "vacanze".

Qualche indizio?
Il primo sarebbe già troppo facile: comunque è coreano. Il secondo è del 1975, e l’immagine che si vede è un sogno del protagonista. Il terzo è demenziale, e quello con la maglia gialla è un manichino. Il quarto è del 1989, e quello è un campo da gioco. Il quinto è solo questione di velocità. Anche il sesto è coreano, e quei puntini bianchi dietro sono occhi.

Dei primi tre ho già parlato, mentre gli ultimi tre sono "in attesa di un post", se mai avrò voglia.

[befana comes from korea]

Interrompo (solo per oggi) la mia pausa "natalizia" per ricordare a tutti che esce oggi (ripeto: oggi) nelle sale italiane il nuovo film del regista di JSA, Mr. Vendetta, e OldBoy, l’ormai affermatissimo Park Chan-wook, da queste e da altre parti adorato come una specie di divinità. Mica per niente: anche Sympathy for Lady Vengeance, titolo italiano Lady Vendetta, terzo capitolo della cosiddetta "trilogia della vendetta", pur essendo molto diverso dai due precedenti (già diversi tra loro) è agli stessi, alti, altissimi, altissimissimi, livelli.

Andate a vederlo tutti, oggi stesso. Io ho già un posto in prima fila, al primo spettacolo pomeridiano.

Ne parlai, ovviamente in toni entusiasti, insieme ad altri cinebloggers, anch’essi entusiasti, dall’ultimo festival di Venezia, dove il film non vinse il Leone d’oro.
Qui il nostro post.

[i film che non ti stanchi mai di rivedere]