My kung fu sweetheart (Yee maan bei kup)
di Wong Jing, 2006

Ben poche le cose da dire sull’ultima fatica di Wong Jing, uno dei più prolifici registi e produttori hongkonghesi, quello di God of gamblers, quello che ha scoperto e lanciato Stephen Chow e la sua cumpa. Purtroppo però in MKFS c’è la cumpa, quasi al completo, ma Chow aveva altri impegni, probabilmente con delle femmine.

Una commedia di arti marziali stupidina stupidotta che sembra essere uscita dalla Hong Kong di una volta, ma che – se la guardi da vicino – ti rendi conto che no, non è retrò, è vecchia. C’è una bella differenza. Quasi una reprise malriuscita di Kung Fu Mahjongg, che non ho visto, ma in ogni caso davvero bruttarello. Si salvano l’esaltante parodia di una celebre scena di The mission (sì, quella della pallina di carta), il falco donnaiolo fatto con un makeup degno del bagaglino, la presenza spassosa di Yuen Wah (il padrone di casa di Kung Fu Hustle, per capirci).

E poi ovviamente c’è Cecilia Cheung, che canta anche una canzoncina con la sua splendida voce rauca. Con Cecilia, ogni volta è come la prima volta: quasi ne varrebbe la pena solo per lei, ma anche no.

One Thought on “

  1. ne avevo sentito parlare….quasi quasi…

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