Romance & cigarettes
di John Turturro, 2005

Sfuggitomi incolpevolmente a Venezia e più colpevolmente alla sua uscita in sala, l’ultimo film di John Turturro è un "musical selvaggio", come recita la tagline, che racconta la storia inusualmente periferica – almeno per i canoni del genere – di una famiglia di proletari italoamericani, di un tradimento e di una redenzione, ma lo fa con le armi più tipiche, come l’affondamento del melodramma nel ricorso al sogno e alla fantasmagoria.

Turturro ha più di un’intuizione, a volte ne ha di (quasi) geniali, come Chris Walken che canta Delilah uccidendo la sua donna, o i poliziotti danzerecci. Peccato che il film sia evidentemente irrisolto, sia per una certa ingenuità nella messa in scena – comunque adorabile quando solo passionale e non ricercata – e nel (pessimo) montaggio, sia a causa dell’incapacità di gestire i registri e i ritmi per tutta la durata del film, alternando entusiasmo, noia, e quieto interesse.

Comunque sia, il film non è poi così male, ma forse è tutto merito di Kate Winslet, puttanella parolacciara con un adorabile accento manchesteriano. La scena in cui dice porcate al telefono mentre la Sarandon canta Piece of my heart in chiesa è assolutamente irresistibile, e se tutto il film fosse come quella sua immagine nel palazzo a fuoco, con i pompieri e gli idranti-falli, sarebbe un capolavoro.

Chissà se piacerà agli americani: ne dubito ma, mondo strano, da loro non è ancora arrivato.

10 Thoughts on “

  1. mi scuso con i lettori più affezionati per la mia assenza di questi ultimi giorni, ma durante queste ferie marittime non ho visto un film che fosse uno.

    ora sono tornato, ed è agosto, e chi li legge i blog ad agosto? ma non fa niente.

    e domani, ovviamente, Friday Prejudice.

    (ormai giovanecinefilo sta diventando la costola di prejudice…)

  2. utente anonimo on 2 agosto 2006 at 17:56 said:

    Io ad agosto leggero’ il blog. Welcome back!

    sarathehutt

  3. che bello tornare e trovare una nuova rece del kekkoz :P

    sono assolutamente d’accordo con la disamina. è un film imperfetto ma carico di perle geniali (sulla geniale perfomance canora di Walken mi pare se ne parlasse con avag a suo tempo). senza contare che ora m’hai messo la curiosità su questo accento della kate… che io ovviamente ho ascoltato in italico vulgo avendola vista in sala… :(

  4. kate winslet nel film ha l’accento del wales, che e` anche il piu` disprezzato in tutta l’inglesita`.

    kate winslet porta l’11 di scarpe, come uma thurman.

    ti leggo spesso con piacere, mi piace il cinema e son lieto del servizio che rendi. grazie, ciao

  5. grazie infinite!!!

    (wales, quindi? ma anche a manchester parlano un accento simile, giusto? comunque io lo trovo adorabile…)

  6. utente anonimo on 4 agosto 2006 at 11:16 said:

    “kate winslet nel film ha l’accento del wales, che e` anche il piu` disprezzato in tutta l’inglesita`. ”

    Volevo precisare che se parliamo di Inghilterra l’inglese più disprezzato o quantomeno quello più incomprensibile è quello di Liverpool (beh anche Manchester non è daq meno), se poi invece parliamo di Gran Bretagna allora concordo con te, il wales ci sta tutto.

    Lo so la pignoleria è il mio forte eh eh

  7. ah, e le similitudini non finiscono, ho il vago dubbio che abbiamo studiato nella stessa citta` e stessa universita`, sigh.

    comunque il wales ha un accento tutto particolare che rimanda a una lingua diversa – il gaelico – che ora e` ampiamente praticato e ha statuto speciale, percio` radio cymru (=galles) e i documenti in gaelico.

    manchester si trova piu` nord, e ha il tipico accento del nord, che non e` cosi` sboccato, ma ha vocali piu` corte e un tasso di alcool che rende incomprensibili le restanti consonanti dell’alfabeto. quello e` simpatico.

    generalmente invece il gaelico e i gallesi son trattati come un popolo a parte – cosi` e` stato per secoli e secoli, dal momento che e` un popolo delle montagne (colline, diciamola tutta), con proprie religione e tradizioni che poco han visto di romani, sassoni e normanni. sembran sottigliezze, ma e` poi come parlare di sicilia e calabria: quanto e` diversa la storia, in maniera particolare quella medievale, e poi l’accento, la cucina, le comunita` etniche di albanesi, greci, etc., etc.

    vabe`, ho finito, ciaoooo

  8. utente anonimo on 4 agosto 2006 at 17:06 said:

    Eh no max, non abbiamo fatto gli stessi studi. complimenti per brighton

    ciao

  9. Concordo in toto. Io poi son morto da ridere quando la Sarandon va al negozio in cui lavora la Winslet: il “perizzoccola” è un cult.

  10. utente anonimo on 29 marzo 2007 at 09:39 said:

    why why why delilah!!!

    Per me il ritmo lo tiene bene, non mi sono certo annoiato…Anche il Gandolfini fa la sua sporca figura, che si sa che chi viene esaltato da una serie tv ha una vita non facile sul grande schermo!

    Ciao bello quand’è che ripassi dalle nostre parti o devo beccarti a Finale???

    Mattia

    (ah mi sa che mi son dimenticato di firmarmi sul commento kilometrico su Bobby…)

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