Little Miss Sunshine
di Jonathan Dayton e Valerie Faris, 2006
Frederick Nietzsche? You stopped talking because of Frederick Nietzsche? Far out.*
Non si può essere sempre distaccati nell’esprimere la propria opinione su un film: per esempio, l’operetta sundanciana dei coniugi Dayton avrà pure tutte le sue qualità se ha ottenuto una tale quantità di commenti stracciacapelli in giro per il mondo (quasi impossibile trovare una recensione USA negativa), ma dal canto mio ci passo un po’ sopra, e posso dire solo che Little Miss Sunshine mi ha rovinato la serata. E non era colpa del mio umore: sono entrato al cinema di buonumore e ne sono uscito di malumore. Non è mica da tutti.
Ma Little Miss Sunshine le caratteristiche per piacere le ha proprio tutte, è tanto delicato, tenero e premuroso, e ci sono un sacco di persone bizzarre e/o dolci che fanno cose buffe e/o imbarazzanti. Via, è persino meno piacione di quanto pensavo: tipo, il balletto nel baraccone finale dei piccoli mostri umani è davvero ottimo, e le scene dei clacson e dei porno sono spassose. Ma tolti i momenti riusciti – pochetti: probabilmente sono le prime scene che Michael Arndt ha scritto – è tutto dannatamente irritante, dal nonno che dice le parolacce e gli vogliamo tanto bene, al padre rompipalle ma risoluto e gli vogliamo tanto bene, a una Toni Collette sacrificatissima (ma le vogliamo tanto bene), ai figli complessati e bruttini che si parlano con gli abbracci, alla tizia orrenda che rifà paro paro (mossa sleale ma controproducente) il suo ruolo in Donnie Darko. Steve Carell invece è talmente bravo che non volevo nemmeno scrivere il suo nome. Ma se è per quello, non volevo nemmeno scrivere questo post, fate voi.
Forse il problema principale è che quando fa sorridere gli va proprio di lusso. Si assiste al film perlopiù con il tipico ghigno in cui il naso si storce e una narice si allarga, se non entrambe. E’ il ghigno di chi dovrebbe sorridere ma gli angoli della bocca si ribellano perché proprio non ce la fanno. E di più non so nemmeno dire, perché sto già lavorando di rimozione.
Ma ehi, lettore: vedrai che Little Miss Sunshine ti piacerà. Non è poi così male, certo che è carino carino. Che importa in fondo se è un pacco clamoroso? E poi è stratogenerazionale, ce n’è per tutti. Mi viene in mente il personaggio di James Fleet in Quattro matrimoni e un funerale, quando dice che nel suo discorso da testimone di nozze "ce ne sarà un po’ per tutti: risate, lacrime, ah". Ecco, il film è così. E io sono il padre della sposa che se ne va incazzato a morte.
Poi, qualcuno alla Fox mi spiega come mai c’erano i Flaming Lips nel trailer, e nel film no? Spiegatemelo. Indie-targetizzazione? Rimanendo in tema: Chicago di Sufjan Stevens buttata lì così – in una scena che sembra montata a random per farci stare quel pezzetto di canzone – mi è sembrata persino una cattiveria.
* ecco, qui ho riso.
Oh come mi piace questo post.
sono contento che ti piaccia.
se vuoi fondiamo il club “gente che va in california, sundance, per carità”.
Che poi alla fine il nostro giudizio oggettivo sul film non è nemmeno tanto diverso; è tutta questione di reazione, come le intolleranze alimentari. E poi è bello che tu parli così bene di Carell, che in un post del genere risalta ancora di più.
Va bene, e dopo aver fondato quel club ne fonderemo un altro pro Shyamalan, il regista con le fattezze da Orsetto del Cuore. Perché lo odiano tutti, perché?
ode a shyamalan
ho visto shaiamaiala, e mi è piaciuto un sacchissimo. io sono andato a vederlo sapendo quel che andavo a vedere però. e mi chiedo: se un regista dice che vuol fare una favola, un film per bambini, un film per famiglie, e lo fa, e lo fa pure bene, una favola con tutte le caratteristiche della favola e gli elementi tipici. ecco dicevo, allora perchè cazzo cercare di venderlo come film de paura? li mortazzi loro.
Ecco, a me Little Miss Sunshine ha fatto se non altro ridere, mentre su una cosa come l’apprezzamento verso Shyamalabimbum potrei mandare a monte un matrimonio. Del genere buttare l’anello nel fiume e chi se ne frega se poi i figli sono infelici. Evviva la varietà di opinioni.
Ma come fai a entrare in un cinema, e ridere di una battuta in lingua originale?
io ho smesso di odiare i film da sundance quando mi sono resa conto che sono del tutto inoffensivi: insomma, stanno tra loro, non creano (non più almeno) danni al di fuori del loro filone, e non hanno nemmeno poi tutto sto seguito, neanche nei cineforum…
son altri i film che creano veri danni.
scusate la vena conciliativa, ma qui c’è gente che deve lottare quotidianamente per non far passare il baciami piccina di turno…
v, ecco perchè poi ti visita il soprannaturale! è shiamsalabim che ti accende il computer
Gli orsetti del cuore, al confronto con Shyamalan, sono Montgomery Clift.
@coma: valli a capire i trailer!!!!! Non so se ti ricordi il trailer di the new world….o di the village…
“Gli orsetti del cuore, al confronto con Shyamalan, sono Montgomery Clift. ”
rotfl.
falli ragionare tu, Ohdaesu.
kekkaz, a me ‘sto film è piaciuto un bordello: sono uscito dal cinema preso bene, ma tanto eh!
cmq il Critico sei tu e non mi permetto di criticare…
poi è vero anch’io aspettavo yeah yeah song e non è arrivata, ma chicago me la possono mettere ovunque e comunque e io godo.
saluti da un amico che in realtà di cinema non ha mai capito uno stracazzo!
N.
non riuscirete a farmi ragionare!
poi lo so già che il passo successivo sarebbe lasciar morire campanellino.
e poi, volevo puntualizzare che mongomery clift era notoriamente un mollacchione. non so chi avrebbe vinto tra lui e un orsetto nel cuore in una gabbia.
coma, tirati su i calzoni che è meglio.
ecco, kekkoz, ora m’hai fatto scappare la voglia di andare a vedere anche littlemiss (che già l’etichetta sàndèns ci metteva del suo, ma gli amici ne parlavano bene).
anzi no, ci vado.
ih ih ih, non sono l’unico a cui non è piaciuto
Che stile questo logo :-O
io ho dei serissimi problemi di tolleranza coi film del Sundance, ma questo l’ho adorato… ç_ç
E mi ha fatto anche molto ridere e di gusto.
Misato-san
Little Miss Sunshine appartiene a una categoria di film in cui il massimo premio che si può vincere è “mi sta sulle palle meno degli altri”, e per ora per quel che mi riguarda lo vince.
Per la questione del trailer… dai, non dirmi che è la prima volta che ti capita… piuttosto, io mi devo ancora spiegare perchè in una scena di “Scream 2″ a un certo punto come sottofondo musicale si sente la colonna sonora di “Nome in codice: Broken Arrow”. Ben più strano, eh? Quasi quasi scrivo a Ciak
a me questo film è piaciuto tantissimo! una sorpresa felicissima! dei film che ho visto (non tanti, ok) alla rassegna dei film di venezia a Milano è quello che mi ha coinvoloto di più, assieme a quello di Ethan Hawke…
ma cosa ci faceva alla rassegna di venezia?
facevano venezia e locarno insieme
ah ecco vedi
anfatti si
Concordo su 2 cose.
Che il film ti mette di cattivo umore.
Che il nonno è un po’ eccessivo.
Per il resto l’ho trovato un film intelligentemente allegorico.
Che graffia un America che vi si riconosce e che lo applaude.
Che riesce a fare parlare i sentimenti invece dei soldi.
Insomma un piccolo brutto ma grande film.
Un saluto.
Rob.
ottima recensione perche ormai a dir male dei film indipendenti americani passi da cafone …io direi cosi un film brutto riscattato un po’ dal dal finale-ma io credo che più o meno siamo d’accordo…
Ho sentito grasse risate in sala, su sketch vecchi di trelmila anni e questo ha acuito il mio fastidio per queste produzioni sundanceciane vista una viste tutte che piacciono tanto alle donne no global perche come dici te gli vogliamo tanto bene al nonno eroinomane e un po’ volagerllo …no quello che tace perche legge nietzche …no è l’ignoranza e approssimazione americana sulla filosofia tedeca . Che parlino di cio che sanno!
vabbè… io l’ho adorato… e insieme a me c’era un cinema che è uscito con un sorriso felice e compiaciuto stampato sulla faccia… ma visto lo scarso successo in italia l’hanno pensata più come voi…
kroger
lo recuperò al più tardi stanotte nonostante “non sia nemmeno buono…^^”