Scoop
di Woody Allen, 2006


"I was born of the Hebrew persuasion, but I converted to narcissism."

Ci sono due modi di vedere, e quindi di intendere, il nuovo film di Woody Allen. Il primo modo – e il più in voga – consiste nel prenderlo come l’ennesimo film "di passaggio" tra i tanti della sua filmografia più recente, come un film leggero leggero da sopportare un po’ a malincuore dopo Match Point, ma sicuramente piacevole, in grado di adattarsi senza troppi sforzi a bocche affamate di quattro risatelle.

Il secondo modo consiste invece nel vedere in Scoop una specie di programmatico ribaltamento prospettico, ironico e ancorpiù autoironico, che contrappone una vitalità e un ottimismo di sconcertante ingenuità (un po’ come la sua protagonista, e guai a chi la tocca) al solito – chiamiamolo così – "pessimismo alleniano". Cosa abbastanza palese nella soluzione finale, che sembra una sorta di sberleffo del metodo-matchpoint, ma che si riscontra anche nel resto del film.

Supposto che questi modi esistano davvero, trovo che non ve ne sia uno giusto e uno sbagliato: entrambi convivono all’interno di un film che – in modo terribilmente intelligente e insieme godibilissimo: a quanti riesce ancora? – riesce ad accontentare sia quelli scontentucci e in vena di criticismi, sia quelli disposti a trovare ancora – e si può fare, facilmente – ancora dei brandelli di genio persino in questi esperimenti di allenismo light.

Sia infine quelli che vogliono stare in mezzo, e che si accontentano di un bel bicchierone mezzo pieno. E mica di veleno.

10 Thoughts on “

  1. Sto in mezzo, decisamente sto in mezzo ed il bicchierone è mezzo pieno perché mi sono scolato l’altra metà…

    ;o)

    BenSG

  2. Ne berrei tanti di questi bicchieroni qui, io. Non sarà match point, ma è un film gradevolissimo. E sono contento che mi difendi la Scarlett, cui molti invece non è piaciuta in vesti da commediante (per me invece assolutamente geniale).

  3. la scarlett credo faccia una delle sue più sensate figure in Scoop.

  4. Recensito New Police Story… l’ hanno pure portato qua da noi! Avevi ragione, al Far East, è proprio proprio bello!!!

    Torakiki

  5. Forse c’è anche un terzo modo, supposto, come dici tu, che questi modi esistano davvero: piccolo e brillante film pessimista.

    A “light” passage to death. ^^

    (almeno è quello che ho visto io, che sono “di passaggio”)

  6. utente anonimo on 25 ottobre 2006 at 12:39 said:

    Parteggio per il ” secondo modo”, del mondo di Dreiser che permeava M.P. è rimasta solo la citazione dell’omicidio in barca che pero’ qui, beffardamente appunto, non riesce-alp

  7. Stavolta, caro Kekkoz, ci siamo quasi con la recensione. Diciamo pure che sono d’accordo con te, anche se io l’ho presa da tutt’altra parte.

  8. Giuro che quando ho scritto il mio post non avevo letto il tuo eppure arriviamo a conclusioni simili.

    Afffinità cinefile elettive?

    No. Credo piuttosto che non accorgersi di questo giuoco nei due screeenplay significhi non avere capito molto di questo finalmente ritrovato geniale W.A.

    Un saluto.

    Rob.

  9. deliriocinefilo la scarlett è sempre meglio vederla che non vedrla è una vera grazia di Dio.

    ;)

  10. utente anonimo on 3 novembre 2006 at 19:15 said:

    complimenti per il bellissimo blog!!!

    anche io sono appassionata di cinema, se ti va dii visitarlo, il mio blog è

    http://www.bloggers.it/pecoranera83

    ciao

    Anna

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