Cuori (Coeurs)
di Alain Resnais, 2006

Capisci che un film non è proprio riuscito quando ti giri continuamente durante la proiezione per controllare se anche le persone accanto a te stanno provando le tue stesse sensazioni (nell’ordine: noia, nervosismo, insofferenza, eccetera) oppure se stanno vedendo un altro film ed è semplicemente il tuo gusto che non si è ben appaiato con le tue aspettative. In questo caso, notevoli queste e decisamente sconfortato quello.

Perché va bene che hai 84 anni e quindi non sai precisamente che cosa diavolo stai facendo (la costruzione è effettivamente mediocre persino nel caso dell’unico personaggio vero e sensato, quello di Sabine Azéma) e il tuo livello mentale è probabilmente quello dell’anziano scorbutico Arthur, ma c’è davvero un limite a tutto. L’idea di "cinema corale" di Resnais è in realtà una serie di scenette autonome e separate che danno l’impressione di un’improvvisata recita teatrale parrocchiale in cui dopo ogni scenetta gli attori si cambiano sul palco. Un’idea di cinema abbastanza primitiva e fastidiosa, e senza una vera idea di sceneggiatura.

Bello da vedere, ecco: la regia è eccellente (con alcuni bellissimi piani-sequenza con focale corta, come quello di apertura, riprese dall’alto che schiacciano i personaggi) e altrettanto la fotografia di Eric Gautier. Ma è tutto terribilmente artificioso e freddo (ma non nel senso in cui vorrebbe esserlo: la neve nei cuori qui non attacca, monsieur Resnais), forse anche per la recitazione costruita su un uso eccessivo e fuoriluogo della pantomima, e grazie a cui le sequenze vanno dalla più totale indifferenza alla voglia di entrare nello schermo e fare una strage. E la mia un-tempo adorata Laura Morante, sì, come temevo, si accende almeno una sigaretta tremando.

Ma la cosa per cui ci ricorderemo per sempre Coeurs, e che probabilmente tornerà a farci visita sul letto di morte, è la dissolvenza con la neve. Oh! voi anime perdute che avete ancora tanta voglia di vedere questo film, sappiate che ogni. singola. scena. di Coeurs è separata dalla successiva da una lunga dissolvenza incrociata con l’immagine della neve cadente. Signore e signori, lo snowfade. Ma siamo pazzi? Stiamo scherzando? No, non avete idea.

12 Thoughts on “

  1. Lol.

    “Sai, sei molto sexy quando ti incazzi” (cit.)

    (lo snowfade diede fastidiuccio pure a me, a suo tempo, anche se minuzie di sceneggiatura quali “l’attore e fantasista Zambo” lasciano il segno)

  2. Mmm. Nonostante le tue (dure) riserve aumenta il mio desiderio di vederlo. Mi chiedo (e non è una provocazione ma una vera e propria curiosità) se tu abbia visto “Parole, parole, parole” e il dittico “ayckbourniano” “Smoking/No smoking”. L’ultimo Resnais, quello boulevardier e chirurgico, quello che sogghigna teneramente spietato e allo stesso tempo tutto comprende. E’ un ottantaquattrenne, sì, ma non credo affatto che non sappia cosa diavolo stia facendo. Sono ovviamente pronto a smentirmi e a inveire contro il maledetto vecchiaccio non appena avrò visto “Cuori”. ^^

  3. utente anonimo on 10 dicembre 2006 at 21:12 said:

    “Perché va bene che hai 84 anni e quindi non sai precisamente che cosa diavolo stai facendo” Già ma De oliveira ne ha 97 ed è uno dei registi più lucidi che ci sia.Non credo sia l’età il problema, forse il problema è Alan Ayckbourn, un commediografo modesto a mio avviso infatti anche Smoking no smoking per me era insoppotabile, mentre Parola parole parole l’ho trovato bellissimo.comunque è chiaro che sono troppo lontani i tempi del Resnais migliore-alp

  4. Io Resnais non l’ho mai sopportato. Mai.

  5. @vio: Zambo l’ho già rimosso, ma ho un amico che si chiama così. probabilmente non è un caso.

    @udp: vorrei specificare che quella frase era una battuta, eh. (comunque sì, ho visto paroleparole anni fa e mi piacque tantissimo. invece, mai avuta l’occasione di vedere il fantomatico dittico.)

  6. Il dittico è stata l’ultima cosa in ordine di tempo che vidi di Resnais… però questa recinzione qui in effetti mi mette un po’ di anZia.

  7. utente anonimo on 11 dicembre 2006 at 11:29 said:

    grazie di avermi chiamato udp , l’importante è che non mi hai chiamato udc :-) ciao ALP

  8. @alp: ahah.

    (udp è UnoDiPassaggio)

  9. utente anonimo on 11 dicembre 2006 at 13:59 said:

    non era per me allora la risposta !scusa sono il solito invadente, mi faccio perdonare ( ! ? )segnalando una curiosità che spero nessuno sappia ancora: l’ultimo film di Castellitto è un corto, 20 minuti , si chiama SONO IO, è con la Guerritore e si trova su http://www.intimissimi.it Potrebbe essere il film da deridere dell’anno !

  10. utente anonimo on 11 dicembre 2006 at 19:56 said:

    mi ricordo “Mon oncle d’Amerique”, con Depardieu, e ho trovato una cosa in comune, è come se Resnais stesse studiando i personaggi, i loro comportamenti, le loro reazioni, come se fosse un entomologo che studia gli insetti, come esempio di uno sguardo di questo genere sono le ripetute riprese dall’alto. A me è piaciuto molto in quest’ottica, avrei messo un titolo pessimista, “Solitudini” poteva andare bene.

  11. ah ecco meno male ah ecco che brutto cuori (meglio di una recensione potè uno scambio di parole con un collega :”quella neve…” “da galera”)

    la reine

  12. Concordo sulla questione dell’agitarsi sulla poltroncina, però io la sufficienza gliela darei a questo film, perché nella seconda parte ha una bella ripresa, dopo un incipit un po’ zoppicante.

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