Stay alive
di William Brent Bell, 2006
Ci sono film in cui il post equivale per me ad una sorta di liberazione. Ovvero, si sapeva che Stay alive faceva schifo, lo si è visto lo stesso, fa effettivamente schifo: scriverne significa levarselo per sempre dalle palle, lasciarlo al passato, possibilmente dandogli lo spazio che si merita. Giusto quattro o cinque righe.
Che sarebbero finite. Poi mi rendo conto, pur sapendo che non avrò voglia di soffermarmi a rileggere, che questo film solleva alcuni interrogativi interessanti. Rispondervi, quello sì, sarebbe troppo.
Uno: questo film è popolato quasi esclusivamente di giovani e promettenti star di pompatissime e spesso eccellenti series statunitensi. Elencandoli: The O.C., One tree hill, Malcolm in the middle, Gilmore Girls (Milo Ventimiglia con la barba, che però schiatta quasi subito – probabilmente per il troppo potenziale macho – e sì, questa è una battuta), Carnivale, The wire. La domanda (retorica) è questa, corroborata da altri film simili usciti negli ultimi tempi: è mai possibile che sia il teen-horror – che pure davamo per spacciato già da anni – l’unico sbocco nelle sale at attendere le giovani e promettenti star del favoloso mondo delle series statunitensi?
Due: se cerchi di mettere in piedi una storia che non ci starà mai e poi mai (roba come Kairo non si scrive da sola e non si scrive così, ma la Bathory che possiede un videogioco – e non nel senso che ce l’ha in casa – è proprio una signora cazzatona col botto) con una trafila di personaggi insulsi e tra l’altro inseriti nel codice "stupidi e fanno cose stupide", e se per miracolo ti esce un personaggio interessante che dice cose quantomeno divertenti e/o intelligenti (Phineus, interpretato da Jimmi Simpson – la gag telefonica con Abigail è scema ma mi ha fatto molto ridere), e lo fai uscire di scena in quel modo, anzi, se lo fai uscire di scena, period, allora ho capito, sei proprio stupido e basta.
Tre: questo film non è solo bruttissimo, ma dura solo un’ora e venti, circa. Esistono però già dallo scorso Settembre due versioni del Dvd Regione Uno: la prima è questa, la theatrical, il cui rating del MPAA è il celeberrimo e malefico PG13. L’altra è unrated, ma invece dei soliti dettagliucci aggiunti (più sangue, più sesso, più droga) è letteralmente un altro film: dura un’ora e quaranta, c’è un personaggio in più, persino una sottotrama in più. Insomma, Stay Alive Unrated è Stay alive. Quella vista in sala – anche da noi – non è che una versione edulcorata (non fa paura e non si vede una cippa), e quindi sostanzialmente inutile come horror e di per sé, un film addirittura impensabile per il magico reame degli adoratori di Eli Roth che è diventato il contesto horrorofilo di questi mesi. Ma anche per una qualunque persona sana di mente che non trova spaventoso Topo Gigio. Tutto ciò avviene chiaramente per permettere ai distributori di sfruttare l’enorme target dei panciuti e ignoranti ragazzini americani under 17. Gli stessi che poi ovviamente si compreranno il dvd unrated, bevendosela tutta fino all’ultima goccia. E non dico cosa, né di chi. Ma finché lo fanno laggiù, fatti loro, facciano pure: se da noi si segue l’esempio però è un altro paio di maniche. Per dire, distribuire nelle sale italiane la versione unrated non avrebbe avuto più senso? Almeno avrebbe avuto un senso, uno qualunque. Siamo ad Aprile, mica a Luglio. Ma qui non è nemmeno una questione di etica distributiva: è una questione di farcelo mettere nel culo e dire pure "grazie signore, ne vorrei ancora".
E meno male che meritava quattro righe.
ecco, adesso posso dedicarmi a cose serie.
tipo questa:
domani – o stanotte – il post.
O.T.: lo sai che sei stato chiamato in causa? Sei un selezionatore da festival
Mmmhh.. belle cose che vedi!
^_^
Torakiki
Ammettilo però, K., ogni volta che il tipone improbabile (Phineus – Jimmi Simpson) apriva bocca volavano delle battute meta-critiche pazzesche.
Così sui due piedi ricordo “… can we skip the cinematic bullishit? I wanna butter this muffin” e “the game’s fun, but it kinda moves along at a snail’s pace”.
Giuro, il mestiere dello spettatore lo faceva tutto da solo quel povero ragazzo lì.
- vb –
son curioso su dog bite dog, leggo ovunque recensioni strapositive. che se il film si fermasse ad hong kong potrei sottoscrivere. ma non riesco a giudicarlo per i suoi effettivi meriti, non riesco a non pensare a uno dei finali più brutti della storia del cinema recente.
“Stay Alive” è un film inutile, una citazione forzata (e mal fatta) di tutti i clichè tipici dei film horror…
Ps complimenti per il blog, è molto bello…
A presto
Filippo (Cinedelia)
http://www.cinedelia.blogspot.com/