Shaolin soccer (Siu lam juk kau)
di Stephen Chow, 2001

Per una legge non scritta di questo blog, che vede tra l’altro pochissime eccezioni, si suppone che io parli di ogni cosa mi capiti di vedere. Nel caso di film già visti nel "periodo blog" (ovvero da Gennaio 2004), la regola non vale: al massimo, se il film è particolarmente meritevole o interessante, posto una capture chiamata "revisionismo". Per qualche strano caso, invece, Shaolin Soccer è un film che, dopo la "prima volta" in sala nell’Aprile del 2003, mi è capitato di rivedere più volte durante questi ultimi anni. Eppure non ne ho mai scritto.

Un po’ perché scrivere di Shaolin soccer implica spesso discutere del noto trattamento che venne riservato al film dalla Buena Vista: non tanto dei tagli, che facevano parte di un’edizione da esportazione distribuita in Europa, ma per l’ignominioso lavoro di adattamento, che oltre a rovinarne indiscutibilmente la visione, ne adulterava il senso come pochissime altre volte nella storia della distribuzione nostrana. Un caso che tra l’altro aprì le porte a operazioni simili negli anni a venire, e di cui vorremmo solo dimenticare l’esistenza – soprattutto perché l’inatteso successo dalle nostre parti dipese anche dall’imbarazzante e provinciale doppiaggio. 

Non sapete quante volte mi sono ritrovato a discutere e a sentirmi dire "eh sì, Shaolin Soccer è troppo figo, poi quel tizio che parla in marchigiano fa morir dal ridere!". Peccato per tutti quei musi gialli, eh?

Mi tolgo il dente ora che ho finalmente acquistato – a un prezzo che definire irrisorio è poco – la bella edizione inglese, completa sia della versione "europea" che di quella integrale cantonese, alla quale erano state sottratte soprattutto alcune "divagazioni", soprattutto nella seconda parte, irresistibili per chi conosca anche una briciola del cinema di Chow, ma che effettivamente non cambiavano (troppo) il senso né snaturavano (troppo) l’animo del film.

Che è, ora ci arrivo, un film che non possiamo non amare, pur rendendoci conto che si tratta in qualche modo di un’opera di passaggio, dai fasti di God of cookery e King of comedy all’assoluta perfezione di Kung fu hustle. Ma ora, in tempi meno sospetti e più lontani dagli entusiasmi di quando si cercava di recuperare tutto il recuperabile (e di quando questo blog era diventato una specie di fansite del Chow "Autore"), Shaolin soccer diverte ancora come allora, e non ha perso un briciolo del suo irresistibile, stupefacente, ed effettivamente inesplicabile fascino.

E poi, anche se vengono in secondo piano rispetto a cosette immortali come Tin Kai Man che, messo in porta contro la letale squadra dei "cattivi", telefona per confessare un amore segreto, o di Karen Mok e Cecilia Cheung che giocano/combattono con il pizzetto, ci sono tutta una serie di motivazioni di ordine, diciamo, storico: e prima tra tutte, che è un apripista. Sia perché contiene già i semi di Kung fu hustle in forma grezza (la magistrale scena della lacrima nell’impasto vs la rivelazione del leccalecca di fronte al poster di Top hat) sia perché ha aiutato – tutti noi, e molti altri in occidente – a conoscere il geniale, sublime cinema di Stephen Chow.

Ecco, Shaolin soccer è il film dove Chow ha marcato – con la scia di un pallone lanciato verso il cielo e verso la riscossa - il divario tra il geniale dei suoi film precedenti e il sublime dei successivi. Nei quali, senza troppi timori, speriamo di includere il promettente CJ7.

18 Thoughts on “

  1. Lo conosco anch’io quel tizio che parla in marchigiano che fa morir dal ridere! Gli ho anche ceduto il mio pass!

  2. touché, ohdaesu.

  3. Troppo bello, anche se adoro KUNG FUSION

  4. @sarak: bene, adesso se vuoi leggi il post. ^^

  5. utente anonimo on 28 gennaio 2008 at 17:33 said:

    ohibò, questo post casca a fagiuolo perchè non mi ricordavo più che su play c’erano le offerte. finalmente posso tramutare il VCD hongkonghese in una doppia shuriken e comprarmi il DVD peso.

    V.

  6. Stupendi sia questo che Kung Fusion!

  7. Questo entusiasmo mi mette l’allegria. Non ho mai visto questo film e mi pare che sia una grave mancanza…

  8. stephen chow è dio

  9. E noi siamo i suoi profeti.

  10. quale può essere il motivo per cui non avrei mai pensato che tu parlassi di “Shaolin soccer”?

    il divario fra il geniale ed il sublime può essere la storia di una squadra di calcio che tira calcioni improbabili ad improbabili palloni?

    Perplesso saluto (ma sempre col sorriso)

    Orson

  11. All’epoca ebbi la fortuna di avere un amico orientofilo che mi passò un divx sottotitolato in inglese. Probabilmente dovrei ringraziarlo ancora oggi, perché quando l’anno scorso mi è capitato di vederlo doppiato in italiano ho provato una sensazione di disagio e incazzatura.

    Anche perché, tanto per dire, a me Del Piero sta sulle palle pure come calciatore! :)

  12. Da quando Kekkoz mi ha fatto conoscere Stephen Chow la mia vita è più piena e felice.

    Altro che gesù.

  13. e non esitate a recuperare tutto ciò che ha fatto prima di Shaolin Soccer, da Tricky Brains a Out Of The Dark, tutti tutti!

    V.

  14. io avrei citato altri titoli pre-Shaolin Soccer, e alcuni li ho effettivamente citati nel post, ma forse perché appunto mi interessa più il Chow regisa che il Chow attore, però comunque sììììììììììììììììì.

  15. già che ci sono, posso urlare fortissimo CHINESE ODYSSEY?

    http://tinyurl.com/yskl32

  16. mi ricordo anche dialetto partenopeo e ciociaro no?

  17. utente anonimo on 29 gennaio 2008 at 23:28 said:

    volevo prendermi per il culo da solo, ma ohdaesu mi ha preceduto.

    Ah, questi toscanacci…

    Andrea

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