Frontière(s)
di Xavier Gens, 2007

Alla curiosa rassegna itinerante 8 films to die for si accennò già scrivendo di Ian Stone: ma in realtà lo scorso Novembre vennero proiettati solo 7 film sugli 8 previsti, perché Frontière(s) si beccò un divieto ai minori NC-17 che lo rese inutilizzabile ai sensi del "festival", e vide costretta la After Dark a costruirgli intorno un’uscita a parte: sarà infatti nelle sale statunitensi il prossimo 9 Maggio. Ed è chiaro che un film troppo violento per una rassegna del genere non può non sollevare qualche curiosità.

Ed effettivamente il film di Xavier Gens, opera prima anche se uscita quasi in contemporanea con il bessoniano Hitman, a causa del quale si è già reso inviso alla critica internazionale, è costruito impilando uno sopra l’altro una buona quantità di topoi che, messi così tutti insieme, potrebbero sfiorare il ridicolo: i postadolescenti ribelli, il gerarca nazista, aborti affamati che vivono nel buio del sottosuolo, un’antologia del cannibalismo (ma senza scene di cannibalismo), aperte metafore politiche (riferite, come già in À l’intérieur, alla crisi nelle banlieu parigine). Anche le situazioni giocano al rilancio, e in questo senso c’è davvero da divertirsi: qui mettiamoci un lago di sterco suino, se non bastasse vai con la pioggia di sangue, e per finire una rotolata nel fango – catfight compreso – che non fa mai male.

In un certo senso però, se è vero che il film non è altro che uno slasher abbastanza tradizionale (lo scheletro è ancora quello di The Texas Chainsaw Massacre), sul sadismo applicato alla protagonista Karina Testa trova davvero una soluzione inventiva: quella di un personaggio che, da un certo punto in avanti (per la precisione dalla sequenza della cena), si muove esclusivamente per inerzia inconscia, mescolando il più classico "spirito di sopravvivenza" con un vero e proprio crollo psicofisico davvero convincente – tant’è che poi la risoluzione e la salvezza possono essere portate solo da un brutale livellamento, dall’abbraccio (parziale) con quella stessa furia animale che caratterizza i suoi personaggi.

Per il resto, rigetti di stomaco permettendo, una robetta che senza dubbio si fa vedere e che si fa pure dimenticare in fretta – ma davvero bella tosta, gradevolmente faticosa, e comunque assai meglio della maggior parte delle ragazzate prodotte oltreoceano. Che loro un NC-17 così se lo sognano.

Anche in questo caso, Valido era arrivato prima degli altri.

7 Thoughts on “

  1. se non altro, di francese, almeno l’horror riscuote il tuo interesse… :)

  2. Eh, hai visto? Non so nemmeno io cosa mi è preso.

  3. utente anonimo on 28 aprile 2008 at 17:47 said:

    be’ dai alla fine parlando di horror anche Alexandre Aja e Grégory Levasseur se la svangano…

    Eazye

  4. @eazye: di Aja e amichetto purtroppo ho visto solo le Colline, ahimé.

    Haute Tension prima o poi troverò la voglia di recuperarlo.

  5. Meglio questo o l’altro?

  6. @murdamoviez: non ho visto hitman e quindi non posso ribattere, in ogni caso non ho dubbi che sia stato ostracizzato sul set – visto anche che hanno rigirato parte del film quando lui era già partito…

    @ohdaesu: davvero non si capisce? L’altro.

  7. ottavo, ma moralmente primo

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