Les chansons d’amour, Christophe Honoré 2007

Les chansons d’amour
di Christophe Honoré, 2007

Delta Charlie Delta, sur la fréquence de la police
Delta Charlie Delta, la chanson de la mort qui glisse

Non nasconde un profondo affetto nei confronti del cinema francese del passato, il regista bretone: la struttura tripartita (le départ, l’absence, le retour) viene direttamente dai Parapluies di Jacques Demy, così come alcune precise scelte registiche (il personaggio di Julie che si muove su un tapis roulant), ma tutto l’apparato iconografico e narrativo (il ménage à trois, la tragedia improvvisa, e via elencando) affonda le sue radici nel terrano originario della Nouvelle vague. Ma Honoré ha l’intelligenza e il talento di sfruttare l’humus su cui è cresciuto, non limitandosi a succhiarne la linfa in uno sterile omaggio.

Così, attraverso le canzoni di Alex Beaupain (che appare nel film in una sequenza cruciale, proprio nel ruolo di un cantante in un locale), che non sono solo bellissime ma possiedono un’immediatezza emozionale fuori dal comune (fin dall’attacco dell’incredibile De bonnes raisons), e quindi perfette per lo scopo che si prefiggono, Honoré riesce a raccontare una storia che sta in piedi da sé – quella di una scoperta di sé che passa attraverso la perdita e la solitudine, quella di un sacrificio necessario per una catarsi personale che si porta dietro, con un sorriso e una canzone, l’odore tangibile di un volto fantasma – e che trapassa lo sterno fino al cuore senza bisogno di troppe spiegazioni.

I contributi maggiori vengono da un cast partecipe e affascinante (Louis Garrel è probabilmente l’uomo più bello di questo pianeta, su Ludivine Sagnier è meglio che taccia, ma anche gli altri sono davvero tutti eccellenti) e soprattutto da una regia che non lascia niente al caso, che è precisissima eppure estremamente carnale, addirittura vibrante: forse la convinzione così palese e sfrontata che un movimento di macchina possa ancora avere, di per sé, una portata emozionale basta a far sì che questo accada.

O forse è semplicemente un bellissimo film.

E comunque, studio editoriale is the new officina meccanica.*


Tra le altre cose, Premio Speciale della Giuria all’ultimo Torino International GLBT Film Festival.

Il film, dopo la presentazione a Cannes 2007, è uscito in Francia più di un anno fa: da noi invece non c’è ancora traccia di una distribuzione. Peccato. Consolatevi con il DVD edizione UK (poco chiaro se su quella francese ci siano i sottotitoli inglesi o meno), che è gararantito Artificial Eye: non è economicissimo ma è un buon acquisto.

*questa è sua.

5 Thoughts on “Les chansons d’amour, Christophe Honoré 2007

  1. evviva la profondità lieve delle canzoni d’amore.

  2. evviva sì.

  3. visto e votato 9 al festival di torino. a mio parere uno dei tre migliori film della rassegna, in quel caso, e mi ricordo giudizi di merito unanimi – a parte una voce fuori dal coro che lo chiamò “un po’ troppo piacione” e diede, se non mi sbaglio, 6.

  4. J’ai le coeur sec et les yeux gonflés.

    (sospira)

  5. elisabetta on 23 maggio 2012 at 11:04 said:

    Bellissima recensione. Uno dei film più emozionanti che ho visto ultimamente! :)

    evviva il bel cinema francese!

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