Buried, Rodrigo Cortés 2010

Buried
di Rodrigo Cortés, 2010

“Le Cinémascope ce n’est pas fait pour des hommes, c’est fait pour les serpents ou les enterrements”
(Fritz Lang ne Il disprezzo, 1963)

Torniamo a parlare (dopo Frozen, che era ambientato per gran parte su una seggiovia ferma sopra una pista da sci), di film che rappresentano a loro modo una scommessa. Più impegnativa, in questo caso: un film di circa un’ora e mezza ambientato esclusivamente all’interno di una bara sepolta chissà dove. Esclusivamente. Il talentuoso Cortés infatti non ha alcuna intenzione di scendere a compromessi, non realizza flashback luminosi che permettano di respirare – eppure realizza con l’aiuto di un ispirato Ryan Reynolds un film assolutamente esaltante, un piccolo gioiello di puro intrattenimento sull’istinto di sopravvivenza.

In un certo modo, è anche un film anche molto coraggioso, quasi estremo – non a caso, è una produzione europea: non tanto perché non si sale davvero mai in superficie, ma perché si permette di fare cose come allungare l’esperienza fascinosa e terrificante del buio in sala (quanti film “commerciali” recenti ricordate in cui lo schermo rimane nero così a lungo, non a caso all’inizio del film, giocando tutto sui suoni?), giocare in modo crudele con l’orizzontalità del formato cinematografico e con l’inganno della quarta parete (quant’è straniante quando la macchina da presa si “allontana” da Reynolds verso l’alto) e riuscire in quei due metri cubi a utilizzare il linguaggio cinematografico con una ricchezza espressiva inaudita visto il contesto: un carrello veloce in avanti in una tomba? Ecco.

Certo, riconosco che c’è qualche ingenuità nel trattamento della materia più strettamente politica del film, centrale nello sviluppo della trama (di cui non racconto nulla perché io stesso non sapevo ed è stato più divertente scoprirlo al cinema) ma secondaria rispetto all’esperienza più fisica del film e alle considerazioni fatte finora; e poi, vogliamo ricordarlo, stiamo parlando di un film di un’ora e mezza circa esclusivamente ambientato in una bara sepolta chissà dove ma che tiene meravigliosamente botta per tutta la sua durata. Provateci voi, provateci. Il solito vecchio discorso: se vi metterete a fare banali osservazioni sulla batteria o sulla ricezione del telefono cellulare (domande a cui peraltro il film risponde, e con una certa perizia: giusto per intenderci) mi chiedo cosa ci andiate a fare, al cinema.

Nei cinema dal 15 ottobre 2010

18 Thoughts on “Buried, Rodrigo Cortés 2010

  1. più che altro la questione è come si fa ad andare al cinema per andarsi ad angosciare 2 ore dentro una bara?io no(senza offesa per chi ha predispozione fisica e psichica per un tale supplizio)
    -Alessia-

  2. Quando dici: “Il solito vecchio discorso: se vi metterete a fare banali osservazioni sulla batteria o sulla ricezione del telefono cellulare mi chiedo cosa ci andiate a fare, al cinema.”
    Ecco, io sono moltissimo d’accordo con te. Tanto che un po’ mi delude il fatto che il film dia una risposta a eventuali domande del genere.
    Me l’andrò a vedere questo film e pure con qualche buona aspettativa.

  3. Lollo on 8 ottobre 2010 at 10:18 said:

    Mah, io ho provato, con Vodafone non c’è campo, secondo me il tizio aveva TIM.

  4. AntoBlueberry on 8 ottobre 2010 at 11:19 said:

    Sicuramente non aveva l’IPhone

  5. Diè on 8 ottobre 2010 at 15:06 said:

    Hype.

  6. Grande citazione iniziale

  7. matteo on 17 ottobre 2010 at 00:45 said:

    Cinema Odeon
    Buried – Sepolto
    Sala D

    chi conosce quella sala può comprendere il mio disappunto…

  8. Alla fine del film il tipo che avevo davanti si è alzato dicendo: “Sì ma il Blackberry ha il GPS!” Gli avrei dato uno scappellotto! :)

  9. Diè on 21 ottobre 2010 at 21:46 said:

    Visto. Figata! Temevo che l’idea bara fosse pretestuosa, tanto per dire “io faccio un film così e vi sfido”, in realtà non è così, anzi. Gran finale.

  10. faccio la rompiscatole…ma che c’è di straordinario nel finale?o vive o muore!e come è andata a finire lo sappiamo…

  11. Luca on 22 ottobre 2010 at 11:55 said:

    Quale DIAVOLO sarebbe il colpo di scena finale urlato a gran voce in ogni singolo trailer, pubblicità o preview del film?

    SPOILER

    Certo, non è affatto facile girare un film del genere, credo che chiunque debba rendersene conto. Un’ora e mezza in una bara ed effettivamente succedono un sacco di cose, non ci si annoia (quasi) mai, per quanto possibile. Poi uno aspetta la fine, pensando nel botto, che sia tutto uno scherzo di Halloween, oppure cazzo ne so che il protagonista sia sepolto nel suo giardino. Invece no, questo cosiddetto colpo di scena si basa unicamente sul fatto che egli sopravviva o muoia, nulla di “superiore”, una banalità struggente a mio avviso. Lungi da me il pensare che un film si giudichi unicamente dal finale, ma trattandosi di questo particolarissimo tipo di film, bèh, io il caro Buried mi sento proprio di mandarlo a cagare.

  12. il colpo di scena finale è tutto nella frase finale

  13. Luca hai perfettamente colto il mio grande tormento interiore…

  14. Filippo on 23 ottobre 2010 at 18:55 said:

    A me è piaciuto. Abile Cortés a movimentare il ristretto spazio della bara e ottima performance di Reynolds. Sono loro i due punti di forza del film e, secondo me, hanno migliorato lo script di base, nel quale ho riscontrato qualche forzatura (vedi amputazione) e alcune banalità (quale terrorista è decide di accettare “un milione di soldi” al posto di “cinque milioni di soldi” di sua spontanea volontà?). La sceneggiatura è un neo non da poco.

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