The man from nowhere, Lee Jeong-beom 2010

The Man from Nowhere (Ajeossi)
di Lee Jeong-beom, 2010

Cha Tae-Sik è un taciturno e pacifico impiegato di un piccolo e buio banco dei pegni; la sua unica amica è una bambina, figlia di un’eroinomane che vive nell’appartamento accanto e che usa la sua bottega per spacciare per conto di un’organizzazione criminale. Ma quando madre e figlia vengono rapite, e la prima viene ritrovata svuotata degli organi interni, Tae-Sik sarà costretto a mostrare la sua vera identità e il segreto drammatico nascosto nel suo passato. Nella (relativa) scarsezza di titoli di genere davvero esaltanti provenienti dalla Corea del Sud negli ultimi anni, l’opera seconda di Lee Jeong-beom è davvero una perla. Ma anche in senso assoluto: un thriller lungo e denso, girato in modo magistrale, cupo e violento come non se ne vedevano da tempo, con un’ambientazione urbana perfetta, e un protagonista di inenarrabile figaggine. E se l’azione non manca, tra duelli e inseguimenti, spatatorie e coltellate, il film di Lee è qualcosa di più di un semplice action: costruito su moventi profondamente tragici che spingono ancora di più l’intensità della escalation vendicativa di Tae-Sik, The Man From Nowhere è uno stupefacente noir sanguinario sulla riscoperta dell’innocenza in un mondo definitivamente impazzito. Colpo di genio comunque quello di avere un protagonista addestrato per uccidere, abilissimo e quasi imbattibile in combattimento, e non fargli fare niente di niente per quasi un’ora.

Il film è stato presentato qualche giorno fa al Far East Film di Udine.

È già disponibile a pochi euro nell’edizione dvd britannica.

Non è al momento prevista un’uscita italiana.

4 Thoughts on “The man from nowhere, Lee Jeong-beom 2010

  1. arisio on 25 maggio 2011 at 13:35 said:

    L’ho adorato dal primo all’ultimo minuto….

    A.

  2. Un action violentissimo più che un thriller che mi ha fatto pensare alla stagione d’oro di hk anni 90, con un combattimento all’arma bianca finale da applausi.
    Peccato per gli ultimi due minuti di melassa.

    SPOILER

    Avrei preferito un finale più disperato…

  3. Cosmo on 19 giugno 2011 at 00:02 said:

    Leon meets I Saw The Devil.
    Al solito graxzie della segnalazione, lo stavo perdendo. Mi è piaciuto molto; sto diventanto un fan dei film coreani sottotitolati in inglese. Con una traduzione sotto mi piace persino sentirli recitare.

  4. marziano on 12 novembre 2013 at 13:48 said:

    grande checco! a tre anni di distanza l’ho visto domenica notte su rai 4 o rai 5 e me lo trovo recensito qui! film davvero bellissimo.
    è vero la melassa ma ci stava: solo una cosa ma il cattivo quanto è cattivo, davvero. bravissimo attore pure lui. stupenda la scena caduta dal sul telo del golf.

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