Take me home tonight
di Michael Dowse, 2011
All’interno di un’ampia e diffusa fascinazione nei confronti degli anni ’80, non necessariamente quelli “veri” ma anche la loro revisione rimasticata dal processo culturale, il film di Michael Dowse tenta sia la strada del period movie, con un’ambientazione precisa all’interno delle dinamiche sociali del tempo, sia quella dell’omaggio retrò a un determinato modo di fare commedia tipico di quegli anni, sia nei toni e nei temi – riti di passaggio compresi – che (a tratti) nello stile. Purtroppo l’apparato di malinconia nostalgica mista a una critica non proprio irresistibile del cinismo yuppie, non riesce a celare una sostanziale carenza di idee: di fatto, Take me home tonight non è un film particolarmente sbagliato o noioso, scorre senza troppi incidenti o imbarazzi – ma è una riproposizione meccanica, senza vita, e che al massimo strappa qualche sorriso. Ma l’errore più madornale, dietro al quale si svelano più facilmente le falle che lo circondano, è il cast: non solo quasi tutti gli attori protagonisti hanno infatti circa dieci anni più dei loro personaggi – e si vede – ma anche le loro stesse performance sono assai deludenti. Topher Grace per proporre un personaggio “à la John Hughes” fa uno sforzo sovrumano ma spesso vano, Dan Fogler è sempre sopra le righe ma è una spalla sguaiata e volgare, e persino la deliziosa Anna Faris risulta sospettosamente mutata, ”gonfia” e inespressiva. Il meglio lo dà qualche personaggio di secondo piano, come Chris Pratt, Demetri Martin, persino Teresa Palmer (che sembra un clone di Kristen Stewart, ma senza le insopportabili faccette) mentre Lucy Punch, nonostante sia una delle attrici più divertenti in circolazione, è praticamente invisibile: non si fa, non si fa.

Nelle sale (forse) dal novembre 2011
(foto via)
con il solito poster multicolor alla I love radio rock…ma finiranno mai di scopiazzarlo????
Anna Faris gonfia e inespressiva… czz, sono forse scivolato per errore in una fottuta dimensione parallela?