Hunger Games, Gary Ross 2012

Hunger Games (The Hunger Games)
di Gary Ross, 2012

Aver letto il libro da cui è stato tratto un film non è affatto necessario per giudicare o comprendere quest’ultimo; anzi, spesso può portare fuori strada. Ma in alcuni casi può essere utile per inquadrarlo, quantomeno per avere un punto da cui partire, soprattutto se si parla di un imponente successo letterario come quello del libro di Suzanne Collins, che io stesso mi sono sorpreso a divorare in poco tempo. Pur trascinandosi dietro l’etichetta “young adult”, è un libro fluido e lucido, immaginifico e incalzante, in cui l’autrice mostra un’abilità notevole nell’applicare il gusto per il sincretismo culturale (dai miti greci ai reality show, passando per i classici della fantascienza distopica) senza limitarsi, come nel caso di Twilight, ad applicare una “cornice” di genere a convenzioni reazionarie.

Molto fedele al suo testo originario fino a dove è narrativamente plausibile (adattato dalla stessa Collins insieme al regista e al Billy Ray di Breach, risponde in modo agile al passaggio dal racconto in prima persona), il film trova a sorpresa nel Gary Ross di Pleasantville una guida intelligente e non banale (vedi la prima parte ambientata nel Distretto 12, tutta camera a mano e primissimi piani) e qualche difficoltà si riscontra solo nelle scene più movimentate, a tratti un po’ confuse. Per il resto, Hunger Games è un divertimento solidissimo e appassionante, con alcune scelte di casting incredibilmente azzeccate (Harrelson in primis, ma anche Lenny Kravitz e Stanley Tucci funzionano benissimo) e dominato per tutta la sua durata dalla formidabile presenza scenica della sua protagonista. Tra le attrici più dotate (e più belle, diciamolo) della sua generazione, Jennifer Lawrence riesce a trasmettere tutte le sfumature del personaggio di Katniss Everdeen senza mai forzare la mano, regalando una performance memorabile che sembra quasi un complemento della Ree Dolly di Winter’s Bone.

Due pesi, due misure: Hunger Games, così come il libro, non è un’opera radicale o rivoluzionaria; ma è un film che riesce a bilanciare in modo perfetto le esigenze del target a cui sarebbe dedicato (senza sottovalutarne la maturità o l’intelligenza) con un gusto per il puro racconto che Hollywood spesso trascura, costruendo insieme all’attrice un personaggio femminile autenticamente eroico, coraggioso e indipendente, facendo leva su temi e pulsioni attuali e universali (moltissime le possibili interpretazioni politiche del film, che lasciamo ad altri) e finendo per diventare perfetto per qualunque pubblico – un esempio per il cinema mainstream, fantastico e non. Infatti anche il film ha avuto un enorme successo: quasi 600 milioni di incasso in pochi giorni per “solo” 80 milioni di budget, e in due dimensioni. Se li merita, dal primo all’ultimo dollaro.

17 Thoughts on “Hunger Games, Gary Ross 2012

  1. ATTENZIONE, possibili SPOILER a go-go. leggete a vostro rischio e pericolo.

    mah ti diro’, ho smesso di leggere YA finito il liceo (buu del pubblico), pero’ siccome hai detto che “non e’ affatto necessario per comprender/giudicare” e che il film e’ “perfetto per qualunque pubblico”, mi sento autorizzato a lasciare i miei 2 cent.

    questo film nonostante

    1. l’idea di una tipa cool e badass con un arco che combatte gia’ mi piaccia e lei sia effettivamente bella/brava (e in pratica faccia il film da sola)
    2. alto meme potential
    3. costumi/ambientazioni interessanti

    mi ha convinto poco. motivazioni:

    1 rapidissime inquadrature a mano molto di moda di questi tempi che durano 0,3 secondi e che gia’ fanno schifo durante i combattimenti, figuriamoci per 1 ora in cui non succede niente e tipo dei ragazzini parlano tra loro. motion sickness, grazie a dio non era in 3d.

    2 non succede niente appunto e’ troppo lungo/noioso/pieno di trucchetti evidentemente tratti dal libro per accontentare i fan con effetto primi film di harry potter in cui ci sono scene e scene inutili solo per farti vedere i quadri che si muovono o le rane di cioccolato che saltano.

    3 mi aspettavo battle royale e invece non succede dannatamente niente e la tipa badass in realta’ passa il tempo a nascondersi su un albero. per dire, si vede morire solo una persona, per sbaglio. ma il libro era cosi’ pg-13?

    • Le opinioni di base sono abbastanza distanti da permettermi di non rispondere punto per punto ;) detto questo: personalmente non leggo YA né lo facevo al liceo, ho letto questo libro perché mi incuriosiva la storia e sapevo che sarebbe uscito un film, ergo non sono un esperto della materia ma suppongo che un libro scritto per lettori adolescenti risponda alle stesse esigenze di un film prodotto “pensando a loro”, come questo. Insomma, è del tutto normale che il film sia “così pg-13″ perché è effettivamente un film pg-13; se ti aspettavi che fosse una cosa più esplicita à la Battle Royale il fallo stava probabilmente più nella tua aspettativa che nel film. Se mi chiedi se anche nel libro la gente muoia o meno fuoricampo la domanda perde significato, ma francamente non ci vedo nulla di male. Se scelgo Hunger Games per vedere sgozzamenti, scelgo il film sbagliato: conoscendo lo stretto necessario, è una cosa che do per scontata prima di entrare in sala. Altra cosa, io non trovo affatto che nel film “non succeda niente”, anzi (hai mai provato a vedere Eclipse?) ma mi sa che si sfocia nel gusto come tutto il resto.

      • correzioni/chiarimenti:
        1 si e’ vero avevo informazioni sbagliate o meglio (peggio?) non ne avevo affatto, ho visto il trailer una volta, letto 84% di pomodori e sono andato a vedere il remake apocrifo di battle royale.
        2 i libri a cui mi riferivo durante il mio liceo erano alcuni harry potter.
        3 la mia enigmatica domanda finale sottoindeva il sospetto che forse avessero reso il film piu’ inoffensivo dei libri per permettere al pubblico di vederlo. e ovviamente capisco perche’ sarebbe necessario farlo.
        5 detto questo non e’ che faccia schifo, ha pro e contro, solo che bo io non ne farei un esempio per il cinema ecco, c’e’ gente che soffre la nave per dire, io troppe inquadrature fatte cosi’.
        6 su eclipse ti credo sulla fiducia.

        peace

    • diego on 6 maggio 2012 at 19:30 said:

      invece di barcamenarci con commenti salaci o meno sul film (carino, devo dire, ma niente di più), devo fare un appunto: il libro non è che un clone occidentale del perfido, straziante, spietato, freddo, violento libro di Koushun Takami: “battle royale”, da cui sono stati tratti manga ed un film con Takeshi Kitano. scusate se è poco. consiglierei vivamente, prima di gridare al miracolo, di apprezzare gli originali. però complimenti sarcastici alla “susanna collina”, che ha sapientemente attinto a piene mani da materiale già esistente. una bella pernacchia

      • Diego, nessuno qui “grida al miracolo” (?) ma se leggi gli altri commenti immediatamente qui sotto vedrai che il tuo appunto non è poi così originale. Poi non riesco a capire perché tu dia per scontato, pure con un pizzico di arroganza, che nessuno qui abbia visto Battle Royale (è un film che amo molto, l’ho visto diverse volte, le prima otto anni fa) come se fosse una roba oscura e ignota che conosci solo tu, ma me ne farò una ragione.

    • sofi w hunger games on 20 dicembre 2012 at 15:12 said:

      Io adoro hunger games . É un film bellissimo . É anche ganxo perche ce sia odio che amore !!!!!!!!!:-X:’(:-\:-(=-O:O:-$:-!:-C:-@:-V:-VO:-):-[;-)=-O:-$:-$:-D:-Q:’(:-\;-):-):-):-[

  2. Non ho ancora visto Hunger Games, però a ben vedere dal trailer e dalla storia sembra un remake apocrifo di Battle Royale.
    Mi sbaglio?

    Sembra quasi che gli amerigans in culo a tante regole del copyright si sono presi un fumetto di successo giapponese e hanno sfornato un libro e conseguente film facsimile senza tanti problemi.

    • Sereno, non sei il primo a sollevare il discorso della somiglianza di Hunger Games con Battle Royale (che c’è, anche se non parlerei di facsimile). Anzi, in verità è un argomento molto diffuso e da molto tempo, da ben prima del film, da quando uscì il libro: la stessa Collins ha risposto alla questione (dicendo che lei non conosceva Battle Royale ai tempi della stesura) e nel frattempo ci si è messo pure in mezzo Stephen King dicendo, ehi, sai che c’è, in realtà assomiglia anche a un tot di roba mia. In sintesi: io adoro Battle Royale, ma nonostante ciò credo che sia un discorso un po’ superato. Hunger Games assomiglia a Battle Royale, assomiglia a un sacco di altra roba, ma è bello lo stesso.

  3. andrea30 on 30 aprile 2012 at 14:03 said:

    Ciao kekkoz, personalmente ti seguo da poco ma mi piace il modo in cui scrivi e le recensioni che posti mi sembrano sempre pulsanti di un buon giudizio critico…per questo volevo semplicemente chiederti…non hai mai pensato di fare recensioni di libri?
    Io lo gradirei molto, ma so bene che un solo lettore non è certo sufficiente a giustificare lo sforzo e l’impegno necessario a realizzare questa cosa :P

    grazie, ciao!

  4. Aspettarsi Battle Royale andando a vedere Hunger Games è come aspettarsi Watchmen andando a vedere The Avengers, nn c’entrano nulla, eppure in entrambi ci sono un mucchio di supereroi che menano botte o un mucchio di ragazzini che si ammazzano l’un l’altro.
    Le storie che si raccontano sono sempre quelle, è il come che cambia tutto.

  5. FURLO on 6 maggio 2012 at 02:02 said:

    torno a casa ora dalla visione del film…ero galvanizzato da alcune recensioni entusiastiche che avevo letto. Beh, delusione… L’ho trovato una somma di clichet già visti e stra visti in altri mille film/cartoon, a partire persino da alcune cose di “RUNNING MAN”, quello con Schwarzy. Solo che qui c’è un’aggravante, tutti questi clichet sono resi in modo sbiadito e sciapo. La pseudo love story con Peetah, che non decolla mai, non si capisce se lei lo trova solo penoso e lo salva per rendergli il favore del tozzo di pane. Lui, meno credibile di un comodino. I quattro supermassicci dei distretti 1 e 2 veramente mosci. Come pure qualsiasi scena di lotta. Il film sembra non decollare mai, tutte le scene in cui ti aspetteresti patos sembrano aperitivi di un piatto forte che non c’è. Come l’incontro notturno alla finestra del palazzo, dopo la dichiarazione d’amore… cazzo, state per scannarvi a vicenda e non riuscite a dire/fare nulla che renda la tensione del momento. Oppure la morte della ragazzina Ruhe, col patetico dettaglio della protagonista che raccoglie fiori, ma tutto sembra drenato da una specie di anestesia. Per non parlare del regime che obbliga questi giovani a scannarsi, appena accennato. Ti aspetteresti che le sommosse dopo la morte di Ruhe significassero qualcosa, invece no. Il leader D. Sutherland incute lo stesso timore/reverenza di staminchia. E’ mortalmente noioso anche l’epilogo coi mastini e poi la gag delle bacche velenose tipo Romeo e Giulietta che crepano insieme… e invece no! Tadaaaah! (YAAAAWN). Dopo due ore abbondanti l’unico commento leggibile sulle facce della gente in sala, me per primo, era “E quindi?”… Salvo solo due cose, la protagonista bella/brava e Stanley Tucci che come sempre interpreta ruoli dalla sessualità ambigua ma calza a pennello la maschera del presentatore stronzo/ipocrita. E il solito vecchio problema delle aspettative elevate.

  6. piaciuto moltissimo!non me l’aspettavo devo dire. Mia recensione qui:
    http://firstimpressions86.blogspot.it/2012/05/hunger-games.html

  7. Elisa on 7 maggio 2012 at 22:18 said:

    Ma le aspettative sono un problema vostro.
    Il film fa assolutamente quello che promette: 24 ragazzi messi a combattere in un’arena. Non dice “24 violenti ragazzi che si combattono sanguinosamente all’interno di una cruentissima arena”. E anzi, meglio così, visti i film che escono recentemente e che, non riuscendo a trasmettere niente, o a realizzare uno svolgimento della trama, rendono il film così tanto splatter fino al punto che esci dal cinema e vai in bagno a vomitare.
    Eccetto per le scene con la camera a mano che, riconosco, dopo un po’ sono pesanti, Gary Ross ha trasportato su pellicola nel miglior modo Hunger Games, senza scendere nelle banalissime scene di sangue.
    Avete il brutto vizio di credere che una critica per essere buona, debba essere necessariamente negativa. Mi piace invece molto la recensione di kekkoz, con i suoi pro e i contro del film, in maniera del tutto umile.
    E concludo dicendo: imparate a vedere un film con gli occhi vostri, non con gli occhi di un critico, inoltre leggendo le trame non fatevi aspettative troppo alte, e limitatevi poi a guardare in silenzio una buona pellicola.

    • E poi su questa attesa del sangue e della violenza ci sarebbe anche un interessante discorso metacinematografico da fare: perchè in fondo nn è il sangue e lo straziamento dei corpi dei ragazzini che si attendono anche gli abitanti di Capitol City nel film?
      E questo non fa diventare noi spettatori paganti del cinema esattamente come loro, delusi nelle aspettative se non arriva il bagno di sangue che ci aspettavamo?

  8. hai ragione Kusanagi, è esattamente quello che dicevo dalle mie parti rispondendo alle critiche sulla mancanza di violenza. Se si cade nel tranello si diventa esattamente come gli abitanti della Capitol!

  9. FURLO on 8 maggio 2012 at 13:19 said:

    Ma, veramente Elisa, se leggi il mio post, di tutti i motivi per cui Hunger Games mi ha fatto smascellare dagli sbadigli, lo splatter e la violenza delle scene non è neanche l’ultimo. Non c’entra proprio. Mi sono dilungato fin troppo a spiegare in quale senso “non succede un benamato cazzo, e quando succede è privo di mordente”… Le recensioni di Kekkoz sono praticamente le uniche che leggo, proprio perchè lontane dalle posizioni tronfie e piene di pregiudizi tecnici dei cosiddetti “critici”. Di solito mi ci riconosco molto… a sto giro no, a volte lui stronca film che poi a me piacciono, quindi non è vero nemmeno che pretendo una critica negativa. Se il libro è stato reso alla perfezione, tanto meglio… so che mi guarderò bene dal leggerlo… pace.

  10. Buzz Killington on 8 maggio 2012 at 14:10 said:

    mr-buzz-killington-demotivational-poster-1221008174.jpg

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